Tras las huellas de los apóstoles: las reliquias de San Tomás

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Sulle orme degli apostoli: Le reliquie di San Tommaso. Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

La incredulidad de San Tomás (1601) –  Caravaggio, Bildergalerie, Potsdam

Era pescador. Se llamaba Tomás Dídimo. Tanto su nombre arameo como su apellido griego significan “gemelo”. No creyó a sus compañeros cuando le dijeron haber visto al Señor después de su muerte y resurrección.

“Los otros discípulos le decían: «Hemos visto al Señor.» Pero él les contestó: «Si no veo en sus manos la señal de los clavos y no meto mi dedo en el agujero de los clavos y no meto mi mano en su costado, no creeré.»” (Jn 20,25)

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Le reliquie di San Giuseppe

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San Giuseppe con la verga fiorita. Guercino (1591-1666) – Moretti Gallery, Londra

I Vangeli ci parlano molto poco di San Giuseppe che morì prima che Gesù iniziasse la sua vita pubblica. Per avere qualche notizia in più, dobbiamo ricorrere agli apocrifi, in particolare la ‘Storia di Giuseppe il Falegname’1. Quando Giuseppe sposò la Madonna era già anziano, vedovo e padre di 6 figli, 2 femmine e 4 maschi, uno dei quali era forse Giacomo, diverse volte citato nei Vangeli come ‘il fratello del Signore’ che pare che fu l’unico che rimase in casa, perché era il più piccolo, e che poi sarà apostolo di Cristo, conosciuto come Giacomo il Minore. Giuseppe, fino al giorno della sua morte, avvenuta a ben 111 anni, ebbe una salute eccellente, continuando il suo mestiere di falegname fino all’ultimo.

“Passando gli anni, la sua vecchiaia avanzava sempre di più. Ma non soffriva di alcuna infermità corporale, non vacillò la sua vista, né perdette alcun dente la sua bocca; in tutta la sua vita, ebbe sempre la mente lucida. Nei suoi affari ebbe sempre un vigore giovanile, come quello d’un fanciullo, le sue membra furono sempre integre e libere da ogni dolore. Tutta la sua vita di cento e undici anni: una vecchiaia quindi avanzatissima2.

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Las reliquias de la pasión de Cristo en ‘Reliquiosamente’ (Segunda parte)

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Le reliquie della passione di Cristo su ‘Reliquiosamente’(Seconda parte) Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Cristo entre los símbolos de la pasión, 1405 aprox. – N. di Pietro Gerini. Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna, Arezzo (Italia)

Retomamos la reseña de las reliquias de la Pasión de Cristo, iniciada en un artículo precedente, en el cual se examinaban la Vera Cruz, los Clavos, la Corona de Espinas, la Lanza y el Titulus Crucis. En esta segunda parte hablaremos del resto: la Columna de la flagelación y el Flagelo, la Túnica, la Esponja y el Velo de la Verónica.

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Las reliquias de la pasión de Cristo en ‘Reliquiosamente’ (Primera parte)

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Le reliquie della passione di Cristo su ‘Reliquiosamente’ (Prima parte) Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Cristo entre cuatro ángeles y los instrumentos de la pasión, 1496. V. Carpaccio, Musei Civici e Galleria di storia e arte, Udine

En la Semana Santa los cristianos celebran la pasión y muerte de Cristo. Las procesiones y muchas otras manifestaciones y funciones religiosas son la norma en calles e iglesias. Por lo tanto, éste es un buen momento para ‘repasar’ las reliquias de la Pasión de Cristo.

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La cappella palatina di Nostra Signora del Faro

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Possibile ricostruzione del complesso del Gran Palazzo di Costantinopoli, il Boukoleon, all’interno del quale si trovava la chiesa di Nostra Signora del Faro

Dall’864 al 1204 è stata la più importante chiesa-reliquiario di tutto il mondo cristiano, sotto l’egida dell’impero bizantino.

Si trovava nella parte meridionale del Gran Palazzo di Costantinopoli, il palazzo Boukoleon, e deve il suo nome ad una torre faro (pharos) che sorgeva accanto ad esso. Aveva una posizione strategica nell’ambito del complesso del palazzo reale, infatti era molto vicino agli appartamenti reali e alla sala del trono, il Chrysotriklinos (Camera dorata). Fungeva da principale cappella palatina degli imperatori bizantini e conteneva un’enorme collezione di reliquie che erano l’invidia di tutto il mondo cristiano, intorno a 3.500, legate a centinaia di santi, oltre a quelle più importanti e preziose che erano quelle legate alla passione di Cristo. Questa cappella era parte di una serie di templi sacri all’interno del complesso del palazzo. Fra questi, la cappella dedicata a Sant’Elia e Clemente e quella intitolata a San Demetrio, comunicante con quella del faro attraverso una porta. 

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Tras las huellas de los apóstoles: las reliquias de San Mateo

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Sulle orme degli apostoli: le reliquie di San Matteo. Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

San Mateo y el Ángel, 1602 –  Caravaggio – Iglesia de San Luis de los Franceses, Roma

Mateo, también llamado Leví y autor del evangelio homónimo, era recaudador de impuestos para Herodes Antipas, y por lo tanto para los romanos. Los recaudadores también se les llamaban publicanos (recaudadores del publicum). Por este motivo era odiado por los fariseos. Hijo de Alfeo, vivía en Cafarnaún. Cuando Jesús le dijo que lo siguiera, se libró de todos sus bienes y lo siguió. No hay muchas noticias sobre la vida de este personaje. Predicó primero en Palestina y después en otros países de Asia Menor y Central, sobre todo en Etiopía, no el país africano, sino el que se hallaba al Sur del Mar Caspio (Cólquida-Ponto Euxino). La tradición le atribuye la conversión del rey de este país, Egipo, y de su familia, por haber resucitado milagrosamente a su hija Ifigenia quien, bautizándose a continuación, decidió consagrarse al Señor. Después de la muerte del rey, el trono fue usurpado por su hermano Itarco que quiso a toda costa casarse con Ifigenia y pidió a Mateo que la convenciera. Mateo le dijo que Ifigenia estaba ya consagrada al Señor y sus palabras provocaron tanta cólera en el rey que ordenó su muerte. Ifigenia, para recordarle, mandó construir una iglesia su en honor.

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Le reliquie di San Lorenzo

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San Lorenzo (mosaico). Mausoleo di Galla Placidia (V secolo). Ravenna

Si dice che fosse originario dell’Aragona (Spagna), della città di Huesca, alle pendici dei Pirenei. Nel 257 fu nominato arcidiacono di Roma da papa Sisto II, essendoci fra i due una grande amicizia. Questa tesi è sostenuta fondamentalmente nell’opera ‘Passio Polychromii(secoli V-VII, tre edizioni), opera nella quale la passione di Sisto e Lorenzo ne costituiscono il nucleo principale, e dal più recente Baronio, nei suoi ‘Annali ecclesiastici’ (secolo XVII).

Esiste anche un’altra tesi che sostiene che Lorenzo era, invece, romano. Questa teoria si  appoggia in primo luogo su un documento attribuito a San Leone Magno, il ‘Sacramentario Leoniano’, poi su un inno contenuto nel ‘Liber Peristephanondel poeta Prudenzio (sec. IV-V) dove lo celebra come ‘martire romano’ omettendo la sua origine. I sostenitori della tesi romana affermano che visto che Prudenzio era spagnolo, se Lorenzo fosse nato in Spagna non avrebbe sicuramente omesso questo dato. Sostengono anche che il fatto che i natali del santo sono rivendicati da ben cinque città della Spagna apporta un punto di debolezza alla difesa alla tesi1.

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El altar de oro de San Ambrosio

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L’altare d’oro di Sant’Ambrogio. Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

El altar mayor de la basílica de San Ambrosio de Milán es uno de los mejores ejemplos de arte carolongio en Italia. Fue ordenado construir alrededor del 840 por Angilberto II, obispo de Milán. Aunque se atribuye al orfebre Vuolvino, del cual apenas si tenemos noticias biográficas, es seguramente obra de diferentes artistas, coordinados por éste.

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Le teste di San Giacomo il Maggiore e di San Giacomo il Minore: ma che confusione!!

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Immagine di sinistra: Martirio di San Giacomo il Maggiore. F. Zurbarán (1598-1664) – Museo del Prado, Madrid — Immagine di destra: Martirio di San Giacomo il Minore. P. Orrente (1580-1645) – Museu Belles Arts, Valencia

Giacomo di Zebedeo e Giacomo di Alfeo sono due dei dodici apostoli. Il primo Giacomo, figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni Evangelista, fu il primo degli apostoli ad essere martirizzato. Secondo la tradizione, predicò nella penisola iberica ma nel 44 d.C. tornò a Gerusalemme, dove fu arrestato e decapitato sotto Erode Agrippa. Il suo corpo, compresa la testa, fu sepolto probabilmente nelle vicinanze. La tradizione occidentale dice che fu riesumato dai suoi discepoli che lo misero su una barca che, senza timone e senza vela, grazie all’intervento divino arrivò fino alla costa atlantica del Nord della Spagna, in un luogo vicino a dove circa otto secoli più tardi fu ritrovato, insieme ai corpi dei suoi due discepoli. Questo ritrovamento miracoloso riaccese la devozione per l’apostolo in terra ispanica, o forse gli diede il via, fondando un luogo a lui dedicato nel campo dove apparvero le stelle che indicavano la presenza delle reliquie (il campus stellae) che da quel momento in poi passò a chiamarsi Santiago (in onore al santo) de Compostela. Questo luogo, fin dalla fine del primo millennio, diventò, e continua ad essere, una delle mete di pellegrinaggio più importanti del mondo, come è da tutti saputo. E per distinguerlo dall’altro Giacomo, viene anche chiamato Giacomo il Maggiore1.

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Tras las huellas de los apóstoles: las reliquias de San Pablo

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Sulle orme degli apostoli: le reliquie di San Paolo. Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Nació hacia el 5-10 d.C. en Tarso, ciudad importante y cosmopolita de Cilicia, en el sur de la actual Turquía, y se llamaba Saulo. Era judío, pero también ciudadano romano, con el nombre de Caius Julius Paulus, estado que tuvo desde su nacimiento porque era un privilegio del que gozaban algunos habitantes de Tarso.

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