Reliquiari fantastici. Il reliquiario dei Re Magi a Colonia

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Il ‘Dreikönigenschrein’ pesa più di trecento chili, è alto un metro e cinquantatré, è lungo due metri e venti e largo un metro e dieci. E’ il reliquiario più grande d’Europa. Como già spiegato in un mio precedente articolo, i resti dei re Magi furono trafugati da Federico Barbarossa nella chiesa di Sant’Eustorgio di Milano nel 1162 e consegnate al vescovo di Colonia Rainaldo di Dassel. Altre reliquie dei  Re Magi sono a Brugherio, delle quali parlai in un altro post.

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Las santas imágenes aquerópitas (2) La Verónica: ¿pero cuántas hay? – (segunda parte) ‘La Santa Faz’ y el ‘Santo Rostro’

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Le sante immagini acheropite (2)  La Veronica: ma quante ce ne sono? – (seconda parte) ‘La Santa Faz’ e il ‘Santo Rostro’                                               Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

F. Gil de Mena. La Verónica (1650)- Valladolid (España), museo diocesano

Como decíamos en un artículo anterior sobre las imágenes de la Verónica, en España hay dos que pretenden ser el auténtico Velo de la Verónica y que gozan de mucha veneración. Estas dos imágenes tienen una historia en común: cuando Verónica volvió a casa con el velo manchado con la sangre del rostro de Cristo, descubrió que el paño estaba doblado en tres, y la imagen no sólo quedó impresionada en la parte superior, sino también en las otras dos partes dobladas debajo de la primera. Ésta última sería la imagen que se encuentra en Roma y las otras dos serían las de Alicante y la de Jaén. Estamos hablando de la Santa Faz y del Santo Rostro. Se trataría, por tanto, de un ‘añadido’ al conocido episodio de la Verónica, que además es una tradición del siglo XII.

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Anche gli alberi vogliono la loro parte

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Tutti sappiamo che ci sono alberi che hanno una simbologia particolare, soprattutto nel campo religioso. Alcuni sono (o erano) addirittura considerati sacri e quindi oggetto di culto. La quercia, per esempio, era una delle piante più sacre sia nella mitologia greco-romana, che nelle culture ebraica e celtica; il mirto era l’ albero sacro di Afrodite, il cipresso era, ed è, l’emblema della morte, l’ulivo quello della pace. L’abete era simbolo di fertilità per i celti, di speranza per i Greci e in altre culture era associato all’immortalità, perché un sempreverde. Sotto un albero di Peepal (ficus religiosa) Buddha ricevette l’Illuminazione. Molto importante per gli Egizi era l’albero di Sicomoro, l’albero che sta fuori dalla porta del Cielo dal quale ogni giorno sorge il dio del sole Ra. In Cina la pianta del loto è considerata il confine tra l’umano e il divino. E così potremo citare motissimi altri esempi legati ad altrettanti alberi.

Però ce ne sono alcuni che, oltre a questo, sono stati testimoni di eventi importanti (reali o leggendari) e sono venerati come reliquie. Molti ormai sono scomparsi ma altri esistono ancora e ricevono la visita di migliaia di persone. Vediamone alcuni.

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Las santas imágenes aquerópitas (1) La Verónica: ¿pero cuántas hay? – (primera parte)

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Le sante immagini acheropite (1)  La Veronica: ma quante ce ne sono? – (prima parte)                                                                                                    Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Simon Vouet – Verónica. (Siglo XVII). Museo de Tesse (Le Mans)

La palabra ‘aquerópita’ viene del griego ‘acheiropoietos’ y significa ‘no pintada por mano humana’. Las imágenes aquerópitas son todas las que son fruto de la intervención divina, sin ninguna participación del hombre. Normalmente estas imágenes representan a Cristo o a la Virgen María. Una de las más famosas, además de la Sábana Santa, es el velo de la Verónica.

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Reliquiari fantastici: Il reliquiario della Santa Spina

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Si trova nel British Museum ed è il primo della lista delle opere da ‘non perdere’ fra quelle consigliate dallo stesso museo. Alcuni addirittura affermano che solo quest’oggetto rende imprescindibile la visita. Alto circa 30 cm, è realizzato interamente in oro ed e tempestato di pietre preziose.

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Las cadenas de San Pedro

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Le catene di San Pietro                                                                                    Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Roma es una ciudad, como todos saben, llena de historia y de arte. Arte por sus calles y plazas, fuentes y palacios, arte en los museos y en su numerosísimas iglesias. Entre éstas, una de las más bonitas y antiguas es San Pietro in Vincoli (San Pedro Encadenado). Construida sobre un templo preexistente, es famosa porque alberga una de las grandes obras maestras de Miguel Ángel, el Moisés. Pero también porque guarda, en una urna de cristal y perfectamente visibles, las cadenas de San Pedro.

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Madonne attribuite a San Luca a Roma

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Luca, probabilmente l’abbreviazione di Lucano, era pagano ed era medico. Ai tempi della predicazione e morte di Gesù lui era lontano dalla Palestina. Infatti Luca era di Antiochia, l’attuale Antakia, nella Turchia Sud-orientale. Si convertì al cristianesimo verso l’anno 40, grazie alla predicazione dei primi cristiani in quella città. Dagli Atti degli Apostoli, attribuiti a lui stesso, e dalle lettere di San Paolo oltre che, come sempre, dalla tradizione, abbiamo molte informazioni della sua vita insieme con Paolo. E’ presente anche quando Paolo viene arrestato a Gerusalemme e durante la prigionia romana.

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Las tinajas del milagro de las bodas de Caná

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Le anfore del miracolo delle nozze di Cana                                               Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Giotto. Las bodas de Caná. Capilla de los Scrovegni, Padua (Italia)

 “A los tres días, había una boda en Caná de Galilea, y la madre de Jesús estaba allí.  Jesús y sus discípulos estaban también invitados a la boda. Faltó el vino y la madre de Jesús le dice: «No tienen vino». Jesús le dice: «Mujer, ¿qué tengo yo que ver contigo? Todavía no ha llegado mi hora». Su madre dice a los sirvientes: «Hagan lo que él os diga».

Había allí colocadas seis tinajas de piedra, para las purificaciones de los judíos, de unos cien litros cada una. Jesús les dice: «Llenad las tinajas de agua». Y las llenaron hasta arriba. Entonces les dice: «Sacad ahora y llevadlo al mayordomo» les dijo Jesús. Ellos se los llevaron.

El mayordomo probó el agua convertida en vino sin saber de dónde venía (los sirvientes sí lo sabían, pues habían sacado el agua) y entonces llama al esposo y le dijo: «Todo el mundo pone primero el vino bueno, y  cuando ya han están bebidos, el peor; tú, en cambio, has guardado vino bueno hasta ahora».

Éste fue el primero de los signos que Jesús realizó en Caná de Galilea. Así manifestó su gloria, y sus discípulos creyeron en él”.(Jn 2, 1-11)

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Il Titulus Crucis

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‘Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum’, questo è il singificato della sigla INRI apposta sul crocifisso di Gesù, ossia ‘Gesù Nazareno Re dei Giudei’. Questo Gesù diceva di essere e questa fu la causa della sua condanna, per oltraggio a chi regnava, una condanna per lesa maestà. Lo possiamo leggere nel Vangelo di San Giovanni:

“Pilato intanto fece scrivere anche il titolo, che diceva la causa della condanna, e lo fece porre sulla croce. Vi era scritto: ‘Gesù Nazareno, Re dei Giudei’. Or molti dei Giudei lessero quest’iscrizione, essendo il luogo dove fu crocifisso Gesù, vicino alla città. Ed era scritto in ebraico, in latino e in greco. Dissero dunque i grandi Sacerdoti dei Giudei a Pilato: ‘Non scrivere: Re dei Giudei; ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei’. Rispose Pilato: ‘Quel che ho scritto, ho scritto’”. (Gv 19, 19-21)

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El mantel de la Última Cena

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Está en Coria, Cáceres, en el Museo de la Catedral. Reliquia que gozaba de una gran devoción popular, pasó poco a poco a ser olvidada y a mediados del siglo pasado casi nadie ya conocía su existencia. En estos últimos decenios se está intentando reavivar su culto a la vez de investigar su autenticidad. Estos estudios están aún en curso, a pesar de los pocos o nulos documentos que ayuden a rastrear su procedencia.

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