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Relicarios antropomorfos                                                                                        Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Testa reliquiario di San Eustace (sec. XI). British Museum, Londra

Testa reliquiario di San Eustace (sec. XI). British Museum, Londra

La reliquia di un santo è la presenza dello stesso santo fra di noi. E questa presenza era molto piú sentita a partire dal Medio Evo. Mediante le reliquie il santo veniva presentato al popolo in modo visibile. E non solo: le reliquie erano avvolte da un alone magico perché avevano il potere di fare miracoli.

Busto reliquiario di Sant'Agata. Sec. XIV. Basilica cattedrale di Catania

Busto reliquiario di Sant’Agata. Sec. XIV. Basilica cattedrale di Catania

Per rafforzare quest’idea di un qualcosa di gran valore, per la loro esposizione e venerazione venivano utilizzate delle custodie ricche e lussuose. I materiali scelti erano tra i piú pregiati e preziosi e addirittura il proprio edificio destinato a custodirle poteva acquisire il valore di reliquiario, come per esempio La Sainte Chapelle di Parigi, costruita per ospitare la corona di spine di Cristo. Questi materiali, oro, argento, avorio, pietre preziose, perle, ecc., oltre ad avere un valore instrinseco avevano anche un valore simbolico, più precisamente quello ispirato dal libro dell’Apocalisse quando descrive la magnificenza della Gerusalemme celeste (Ap 21, 15-22), dove il Padre ci accoglierá dopo il Giudizio Universale.

E colui che parlava con me aveva una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro. La città era a forma quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era di dodicimila stadi; la sua lunghezza, larghezza e altezza erano uguali. Misurò anche il muro ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura di uomo, cioè d’angelo. Il muro era fatto di diaspro; e la città era di oro puro, simile a cristallo trasparente. Le fondamenta del muro della città erano adorne d’ogni pietra preziosa; il primo fondamento era di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardonico, il sesto di sardio, il settimo di crisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte erano dodici perle; ciascuna delle porte era fatta di una sola perla; e la piazza della città era di oro puro, come di cristallo trasparente”.

 

Cristo di Don Fernando e Doña Sancha. Stauroteca in avorio. Sec. XII. Museo Arqueológico (Madrid)

Cristo di Don Fernando e Doña Sancha. Stauroteca in avorio. Sec. XII. Museo Arqueológico (Madrid)

Esistono varie tipologie di reliquiari a seconda della reliquia che contengono. Così i reliquiari che contengono frammenti della Vera Croce, chiamati stauroteche (dal greco staurós, croce), in molte occasioni sono a forma di Croce.

Vari reliquiari antropomorfi contenenti le gambe, i femori, le braccia, una mammella (reliquiario centrale) e il velo (cilindro di vetro) di Sant'Agata. Basilica Cattedrale di Catania

Vari reliquiari antropomorfi contenenti le gambe, i femori, le braccia, una mammella (reliquiario centrale) e il velo (cilindro di vetro) di Sant’Agata. Basilica Cattedrale di Catania

La pratica di smembrare i corpi dei santi cominciò a preoccupare seriamente la  Chiesa ufficiale perché si prestava a un traffico illecito. Così, il quarto Concilio Lateranense (1215) al fine di contrastare la tendenza che le reliquie “venissero esposte  per essere vendute o fossero esibite in modo disordinato” ne proibí la vendita (proibizione ancora vigente) e raccomandò che fossero sistemate in apposite teche (Canone 62).

Testa reliquiario di Sao Fabiao (sec. XIII). Casével, Portogallo.

Testa reliquiario di Sao Fabiao (sec. XIII). Casével, Portogallo.

Pertanto, a partire dal XIII secolo la diffusione di reliquiari contenenti parti del corpo di un santo, iniziata già un paio di secoli prima, ebbe un forte impulso e cominiciò una grande proliferazione degli stessi. Molto spesso questi reliquiari hanno la forma della parte del corpo del santo che custodiscono. Sono i cosiddetti reliquiari antropomorfi. Dal punto di vista artistico, ci troviamo di fronte ad opere d’arte di grande valore, e non solo per i materiali utilizzati, ma anche per la raffinatezza della fattura e la bellezza dei particolari. Le forme più comuni sono: busti, teste, braccia, e piedi. Ma anche mani, gambe…

Busto reliquiario di San Gennaro, in oro, argento e pietre preziose. Sec. XIV. Cappella del Tesoro di San Gennaro, Napoli

Busto reliquiario di San Gennaro, in oro, argento e pietre preziose. Sec. XIV. Cappella del Tesoro di San Gennaro, Napoli

Molto diffusi sono i busti reliquiari, che a differenza delle teste reliquiari che contengono sempre il cranio del santo, o parte, questi possono contenere anche altre parti del corpo. Un famoso esempio di busto reliquiario è quello di San Gennaro, del XIV secolo (cappella del Tesoro di San Gennaro – Napoli), che è adornato con una gran quantità di pietre preziose. Nel secolo XVIII fu ulteriormente impreziosito con l’aggiunta di una mitra adornata con ben 3.694 pietre tra diamanti, smeraldi e rubini. E’ considerato uno degli oggetti più preziosi al mondo.

Mitra di San Gennaro con 3.694 pietre preziose. Se. XVIII. Cappella del Tesoro di San Gennaro, Napoli

Mitra di San Gennaro con 3.694 pietre preziose. Sec. XVIII. Cappella del Tesoro di San Gennaro, Napoli

Anche i reliquiari a forma di braccio sono numerosissimi. Sono, più precisamente, a forma di avambraccio, disposti verticamente, come se appoggiassero sul gomito, con inclusa la mano, e contengono normalmente un osso del braccio o parte. A volte la mano sorregge un utensile o uno strumento utilizzato dal santo e che aiuta alla sua identificazione. Per esempio nel Tesoro di Santa Maria Maggiore a Roma possiamo vedere i bracci reliquiari degli evangelisti San Matteo e San Luca con in mano una penna d’oca.

Bracci di San Matteo e San Luca evangeisti. Museo della basilica di Santa Maria Maggiore - Roma

Bracci di San Matteo e San Luca evangelisti. Museo della Basilica di Santa Maria Maggiore – Roma

Anche i piedi vogliono la loro parte anche se non sono così numerosi come i due tipi precedenti. Potremmo citare il leggiadro piede di Santa Maria Maddalena, che si può ammirare a Roma a San Giovanni dei Fiorentini, fatto niente di meno che da Benvenuto Cellini.

Reliquiario contenente il piede di Santa Maria Maddalena di Benvenuto Cellini (sec. XVI). Chiesa di San Giovanni de' Fiorentini, Roma

Reliquiario contenente il piede di Santa Maria Maddalena di Benvenuto Cellini (sec. XVI). Chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini, Roma

E poi le mani, come per esempio questo reliquiario fiammingo del secolo XIV in argento e oro dove le ossa del santo si possono vedere attraverso gli anelli.

Reliquiario fiammingo a forma di mano in oro e argento. Secolo XIV. Victoria and Albert Museum, Londra

Reliquiario fiammingo a forma di mano in oro e argento. Secolo XIV. Victoria and Albert Museum, Londra

Quando il corpo di un santo rimane incorrotto, come per esempio quello di Santa Teresa d’Avila, spesso ne viene corservato anche il cuore, generalmente in una teca trasparente, ovviamente a forma di cuore.

Teca di cristallo contenente il cuore di Santa Teresa d'Avila. Alba de Tormes (Salamanca, Spagna)

Teca di cristallo contenente il cuore di Santa Teresa d’Avila. Alba de Tormes (Salamanca, Spagna)