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Volto Santo di Lucca (sinistra) e Volto Santo di San Sepolcro (destra)

Il Volto Santo di Lucca potrebbe essere il prototipo di una serie di grandi immagini lignee di Cristo crocifisso presenti in determinate parti d’Europa in epoca romanica, secoli XI-XIII, o precedente. Si vedano per esempio i crocifissi denominati ‘Majestats’ della Catalogna, come quelli di Battlò (Barcellona) o di Caldes de Montbui. Questa tipologia di immagini presenta un Cristo trionfante sulla croce, con gli occhi aperti, senza corona di spine, con tunica regia, che si contrappone a quella del Cristo seminudo, sanguinante e sofferente che esala il suo ultimo respiro o che è appena morto. La croce non sarebbe più simbolo di sofferenza e supplizio ma di vittoria sul male e sulla morte.

Ma perché il Volto Santo di Lucca è considerato un’immagine acheropita?*

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‘Majestat’ di Caldes de Montbui (Barcellona)

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‘Majestat’ Battló, Barcellona

Apprendiamo dalla leggenda, narrata nella ‘Relatio de revelatione sive inventione ac translatione sacratissimi vultus’ (Racconto della creazione scoperta e traslazione del santissimo volto), redatta a Lucca intorno secolo XII dal diacono Leobino mettendo insieme una serie di racconti del secolo VIII, che questo Cristo fu scolpito quasi completamente da Nicodemo, colui che staccò il corpo di Cristo dalla croce e, insieme a Giuseppe d’Arimatea, lo depose nel sepolcro.

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Volto Santo di Lucca

Molti anni dopo la morte di Cristo a Nicodemo venne chiesto di scolpire una sua immagine. Con il corpo non ebbe grossi problemi, ma non riusciva a riprodurre il volto. E così una notte lasciò l’opera incompiuta e, quando al mattino seguente si alzò trovò che l’immagine era già stata scolpita in modo miracoloso.

Nicodemo affidò l’opera a Isacar (suo discepolo), che la nascose in una grotta attigua alla casa di Seleucio e lì rimase per varie generazioni fino a che il vescovo piemontese Gualfredo, pellegrino in Terra Santa, ebbe una visione di un angelo che gli chiedeva di cercare il Volto Santo per metterlo al sicuro da una possibile distruzione, già che era l’anno 742, in pieno periodo iconoclastico.

Nel porto di Giaffa mise l’immagine su una barca, priva di equipaggio, con l’intenzione di mandarla a Roma. Ma invece di arrivare a Roma giunse di fronte al porto di Luni (La Spezia). La nave resistette ogni tentativo di abbordaggio da parte dei lunensi salvo poi approdare spontaneamente a riva, dopo l’esortazione del vescovo di Lucca, Giovanni I, giunto nella zona dopo essere stato avvisato in sogno da un angelo della presenza su una nave del Volto Santo.

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A. Aspertini (1508). Trasferimento del Volto Santo a Lucca. Chiesa di San Frediano

Fu portato a terra ma ci fu un’accesa disputa fra i lunensi ed i lucchesi. Per acquietare gli animi la santa croce sarebbe stata posta su un carro trainato da buoi lasciati liberi. Se questi avessero trascinato il crocifisso verso Lucca, l’immagine sarebbe stata dei lucchesi, altrimenti dei lunensi. I buoi si diressero verso Lucca ed i lunensi, in cambio, ricevettero un’ampolla di sangue di Cristo prelevata dentro il crocifisso, da uno sportellino che ha dietro la nuca, visto che l’immagine è anche reliquiario, e recava alcune reliquie.

Quando arrivò a Lucca, anno 782, fu posta nella chiesa di San Frediano, pero al mattino il Santo Volto era sparito e fu ritrovato nelle vicinanze del futuro duomo di San Martino, luogo dov’è tutt’ora custodito in un tempietto a pianta centrale costruito da Matteo Civitali nel 1484. Il tempietto sostituisce una cappellina precedente al 1100 a base quadrangolare.

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Tempietto di Matteo Civitali (1484) – Duomo di Lucca

Come tutte le leggende, esiste un fondo di verità, perché storicamente è dimostrabile che a Lucca esisteva il culto per una certa immagine già dall’VIII-IX  secolo.

Il Volto Santo è sempre stato oggetto di una grandissima venerazione. Si tratta di un crocifisso di legno di noce di grandi dimensioni, più largo che lungo (2,75 x 2,24 m), ma quello che oggi possiamo contemplare sarebbe una copia del secolo XI-XIII dell’immagine originale (sec. VIII). Per la sua tipologia molti esperti ritengono che sia di fattura europea e non orientale. Infatti, a differenza di quanto sostengono i difensori della tesi che l’immagine viene dall’Oriente, come afferma la leggenda, il Cristo non indossa un colobium, ossia una tunica senza maniche utilizzata in medio oriente, ma una tunica con maniche, un indumento allo stesso tempo sacerdotale e regio, legato in vita, più proprio dell’epoca carolingia. Per non parlare delle grandi dimensioni, caratteristica non comune in Oriente. Le immagini orientali, inoltre, hanno uno sguardo più ieratico, assente, decisamente diverso da quella del Volto Santo, che sembra fissare lo spettatore e seguirlo con lo sguardo. Quest’effetto è dovuto anche al materiale usato: infatti il tondo degli occhi è fatto di polvere di vetro ed il resto di lamina d’argento.

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Moneta lucchese con l’effigie del Volto Santo

La presenza di quest’immagine per Lucca è sempre stata di grande importanza, e non solo dal  punto di vista religioso, tanto da comparire sulla moneta cittadina. Non dimentichiamo che la città è una tappa obbligata sul cammino per i pellegrini che andavano a Roma, Santiago o Gerusalemme. L’attività dei cambiavalute era molto fiorente e la città si arricchì considerevolmente. La fama dell’immagine varcò anche le frontiere delle Alpi arrivando fino in Inghilterra. Grazie alla popolarità vennero prodotte anche molte piccole copie, o anche solo del Volto, soprattutto ad uso dei pellegrini.

Oggi, come da molti secoli, si continua a fare la tradizionale processione chiamata ‘Luminara di Santa Croce’, la sera del 13 settembre, vigilia della festa dell’esaltazione della Croce. Si oscura la città e tutto il percorso è illuminato da migliaia di ceri. Il Volto Santo viene vestito con una preziosa tunica di velluto, con una corona e un collare d’oro. Viene portato da San Frediano al Duomo di San Martino, l’ultimo percorso che fece originariamente il Volto Santo per raggiungere la sua attuale collocazione.

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Luminara di Santa Croce, Lucca

Ma se l’attuale Volto Santo di Lucca è una copia, dov’è l’originale?

C’è chi crede che sia andato distrutto, ma recentemente alcune ricerche indicano che l’originale sarebbe il Volto Santo di Sansepolcro (Arezzo), come confermerebbe una scoperta fatta dall’allora sovrintendente per i beni artistici e architettonici di Arezzo Anna Maria Maetzke, nell’anno 1994. Si tratterebbe del ritrovamento di un documento che ‘attesta la cessione avvenuta nel 1179 del Cristo tunicato di Lucca ai frati del Borgo di Arezzo (così si chiama anche oggi Sansepolcro) per settanta denari d’argento’, con tanto di autentica di un notaio. Inoltre a causa delle cattive condizioni in cui versava, fu all’epoca ridipinto con la policromia oggi visibile. Il restauro realizzato negli anni ’80 rivela che è il più antico di tutti quelli del suo genere, datandolo fra l’VIII ed il IX secolo, piena epoca carolingia. Infatti, la tunica è molto simile a quella che indossavano gli imperatori carolingi e non ha niente a che vedere con il ‘colobium’ di cui parlano i difensori della tesi orientale, che è una lunga tunica senza maniche o con maniche molto corte, usata dagli eremiti cristiani orientali o dagli antichi romani della repubblica.

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Volto Santo di Sansepolcro (Arezzo)

Il Cristo di San Sepolcro, conservato nel duomo,  misura m 2,71 di larghezza x 2,90 di altezza. Il corpo è stato realizzato in un unico tronco (salvo le braccia) di noce. La policromia è del secolo XII ed il restauro ha rivelato l’esistenza di due strati di colore. L’esame al radiocarbonio l’ha collocato tra il 679 e l’845 d.C. Sarebbe quindi la scultura monumentale più antica di tutto il medioevo occidentale, che sia o no l’originale del Volto Santo di Lucca.

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Cristo con ‘colobium’. Secolo VI-VIII, Santa maria Antiqua, Roma

Logicamente a Lucca non sono d’accordo con questa teoria, e sostengono che quello di San Sepolcro è una delle tante copie realizzate intorno all’anno 1000. I lucchesi non avrebbero mai dato via l’immagine originale per venerare una copia. Casomai sarebbero stati i lucchesi a farne una copia per Sansepolcro… E se questa prima immagine fu sostituita da una copia sarà stato a causa di un incendio o altro evento di simile gravità.

Il Santo Volto di Sansepolcro si trovava nella pieve di Santa Maria, poi intitolata a Sant’Agostino, fino al 1771, anno in cui fu portato nella cattedrale e collocato sull’altare maggiore dove rimase fino al 1942 per essere poi sistemato in una cappella nella navata sinistra.

In ogni caso, qualunque sia la verità, sia l’una che l’altra sono immagini di una grande bellezza e meritano una visita.

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Per saperne di più:

  1. – Lazzarini, P., Il Volto Santo di Lucca, OGB 2008  – 2) Maetske, A.M., Il Volto Santo di Sansepolcro; un grande capolavoro medievale rivelato dal restauro, Cinisello Balsamo 1994

*Dal greco ‘acheiropoietos’ e significa ‘non dipinta da mano umana’.

Consulta anche i miei altri articoli sulle altre acheropite: la Veronica, il Mandylion di EdessaLa Santa Faz ed il Santo Rostro, l’Acheropita del Salvatore , Nostra Signora di Guadalupe e Maria Santissima Achiropita di Rossano