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Reliquiosamente

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Archivi tag: Nicodemo

Una famosa reliquia del sangue di Cristo rubata e restituita

12 venerdì Lug 2024

Posted by Nicoletta De Matthaeis in reliquiari, Reliquie

≈ 5 commenti

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Abbazia della Santa Trinità, Arthur Brand, Fécamp, Nicodemo, Prezioso Sangue, Reliquie, Riccardo I, Santo Volto di Lucca

La notte fra l’1 e il 2 giugno 2022 un reliquiario contenente 2 fiale di piombo con il sangue di Cristo ed altri 14 oggetti sacri, furono sottratti dall’abbazia di Fécamp, in Normandia, e restituiti dai ladri solo poco più di un mese dopo.

Il collezionista d’arte e storico olandese Arthur Brand, chiamato anche l’Indiana Jones del mondo dell’arte, specialista nel recuperare opere d’arte rubate, pochi giorni dopo la rapina ricevette un’e-mail da un mittente anonimo affermando che agiva per conto di un’altra persona nella cui casa si trovavano gli oggetti sacri rubati. O li distruggevano o glieli inviavano per la loro restituzione. Dopo circa una settimana qualcuno suonò al campanello della sua casa in Olanda. Quando il collezionista aprì la porta, non c’era nessuno, solo una scatola per terra.

– Arthur Brand nella sua casa in Olanda dopo aver ricevuto gli oggetti rubati

Si dice che avere una reliquia rubata del Prezioso Sangue di Cristo è una maledizione. E quando i ladri, attraverso le notizie sulla stampa, si resero conto di cosa avevano rubato, se ne vollero disfare immediatamente. Ma più che di una maledizione si resero conto che il bottino era invendibile. Arthur Brand lo consegnò alla polizia olandese e il Prezioso Sangue, insieme al resto degli oggetti sottratti, dopo oltre un anno di investigazione, fu inviato alla polizia francese e il 13 settembre 2023 è finalmente tornato a Fécamp. Ma i ladri non sono stati ancora trovati.

L’abbazia della Santa Trinità di Fécamp è il secondo centro di pellegrinaggio più importante della Francia dopo il Mont Saint Michel. Da oltre mille anni milioni di fedeli hanno pregato davanti alla reliquia del Prezioso Sangue, alla quale sono stati attribuiti anche molti miracoli, per chiedere ogni tipo di grazia. La reliquia è stata anche il motivo della creazione di quest’abbazia. Secondo la tradizione, si tratterebbe di alcune particelle del sangue coagulato di Cristo raccolte da Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che furono coloro che si occuparono di dare sepoltura a Cristo. Ricordiamo anche che a Giuseppe d’Arimatea è attribuita la raccolta del sangue di Cristo nel Santo Graal, proveniente dalla ferita del costato di Cristo inferta da Longino1 quando Cristo era ancora sulla croce.

Le due ampolle di sangue sono rinchiuse in un reliquiario di rame dorato del secolo XIX, decorato con smalti azzurri e gemme, alto circa 30 cm, che riproduce una chiesa in miniatura.

Ma come sarebbe arrivata la reliquia del Prezioso Sangue a Fécamp? La sua storia prende corpo e forma definitiva agli inizi del XII secolo quando questa viene ritrovata fra le rovine dell’abbazia, murata in una colonna della chiesa. A quei tempi la storia leggendaria del Santo Volto di Lucca2, elaborata intorno al secolo XII, era già molto famosa in tutto l’occidente cristiano. In questa Nicodemo diventa lo scultore dell’immagine sacra che arriverà a Lucca nel 782, con dentro una o due fiale contenenti il sangue di Cristo che rimasero a Luni.

– Abbazia di Fécamp

A Fécamp, ispirandosi a questa storia e al periplo di quest’immagine fino a destinazione, verrà costruita una storia ‘simile’. Essendosi Nicodemo occupato della sepoltura del corpo di Cristo ne avrebbe approfittato per asportare dal suo corpo delle particelle di sangue rappreso. Diede la reliquia a un suo nipote, Isaac, che la mise in due fiale di piombo e che poi nascose nel tronco di un albero di fico.  Successivamente, al fine di evitare possibili pericoli, tagliò il tronco e lo gettò in mare. Il tronco, galleggiando, arrivò dall’estremo orientale del Mediterraneo fino alle rive della regione di Caux (Normandia), dove fu trascinato dalla corrente fino ad un campo che da allora fu chiamato Fécamp. Quindi la barca che portò il Santo Volto di Lucca divenne in questa storia un tronco di fico, perché sul luogo preesisteva al culto del Prezioso Sangue un culto popolare e pagano per quest’albero e che un fenomeno di falsa etimologia faceva di Fécamp, Fiscannum, luogo ricco di pesci, una pianura, un campo di fichi, fici campus, adattandolo quindi alla realtà locale e allo stesso tempo emancipandolo in parte dalla leggenda ispiratrice.

Come l’arrivo del carro tirato dai buoi a Lucca, l’arrivo del tronco di fico del Prezioso Sangue ha delle caratteristiche miracolose. Come era impossibile staccarlo dalla terra per caricarlo su un carro, un misterioso personaggio si occuperà di svolgere questo compito. Dio conduce il carico al luogo dove doveva erigersi la chiesa della Santa Trinità. In quel luogo, il tronco diventa così pesante da rompere il carro. Il pellegrino, prima di sparire, ricopre il tronco di pietre. L’imitazione è evidente anche se nel caso di trasporto di oggetti rituali e statue di divinità esistono degli schemi letterari che sono patrimonio della mitologia in generale e sono sempre presenti nelle loro narrazioni. C’è anche da segnalare che il discepolo a cui Nicodemo affida il Santo Volto si chiamava Isacar, che nella tradizione del Prezioso Sangue diventa il suo nipote Isaac. È importante segnalare come anche in questo caso incorporare culti locali, come il culto dell’albero di fico, si rivela fondamentale per il progressivo adattamento al culto cristiano.

– Tabernacolo del XVI secolo che custodisce la reliquia del Prezioso Sangue. Chiesa dell’abbazia di Fécamp

L’abbazia di Fécamp è il primo di tre monasteri benedettini femminili fondati nel VII secolo in questa regione. Costruito nel 658, fu distrutto dalle invasioni vichinghe (841) rimanendo abbandonato per molto tempo. Nella seconda metà del X secolo si costruisce il palazzo dei Duchi di Normandia sul terreno dell’abbazia in rovina. Riccardo I (933-996) restaurò la chiesa nella quale trovò la reliquia del Prezioso Sangue. Nel 990 fu consacrata la nuova chiesa, dedicata alla Santissima Trinità, gestita da canonici regolari, dove Riccardo fece incorporare il tronco in un pilastro della chiesa, da dove si diceva che emetteva radiazioni taumaturgiche. Dopo la distruzione dell’edificio a causa di un incendio negli anni 1168-1170, le ampolle metalliche furono ritrovate fra gli sgombri nel 1171 e poste all’adorazione dei fedeli, fatto questo che diede luogo a un importante pellegrinaggio. Poi ci fu un periodo di ‘stasi’ in cui la fama del Prezioso Sangue diminuì e poco a poco si interruppero i pellegrinaggi. Nella seconda metà del XIX secolo il pellegrinaggio a Fécamp conosce una netta ripresa. Nel 1906 si fonda la Confraternita del Prezioso Sangue. Ancora oggi la processione del Prezioso Sangue si tiene nella festa della Santa Trinità, la domenica seguente a Pentecoste, che era stata sospesa a causa del furto.

Esiste una discreta quantità di reliquie del Santo Sangue in Europa, presenti tutte a partire del secolo VIII. Mantova, Bruges, Fécamp, Westminster4, Weingarten, Luni…  E una ventina di altri luoghi ancora. I potenti europei per sacralizzare il loro potere gestiscono il sacro con fini politici, e il possesso di reliquie ne diventa lo strumento principale. Fécamp diventa uno dei santuari emblema della dinastia normanna, così come un’opportuna scoperta di una reliquia del Santo Sangue da parte di Enrico II Plantagenet, venerato a Westminster, riesce a rinsaldare il suo potere indebolito dall’assassinio di Tommaso Becket3. La storia di Mantova5, invece, va di pari passo con la sua più importante reliquia. Per citare solo alcuni esempi.

Quanto alle due fiale del Prezioso Sangue di Fécamp è possibile che una sia stata portata dai Crociati e l’altra forse è di origine locale. Una compare poco prima dell’anno 1000 in un villaggio della regione di Fécamp e sarebbe legata a un miracolo eucaristico6 avvenuto nella chiesa locale, e il miracolo sarebbe stato confermato solo nel 1215. La reliquia sarebbe stata trasferita a Fécamp  per essere incorporata nell’altare maggiore della chiesa abbaziale. La seconda fu scoperta durante i lavori di ricostruzione citati, agli inizi del 1170, e da lì la costruzione della leggenda e dei primi miracoli attribuiti alla reliquia. Quale delle due sarebbe arrivata dalla Palestina in un tronco di Fico?

—-

  1. Per approfondire su Longino e le reliquie del sangue di Cristo rinvio alla lettura dell’articolo: ‘Il Sangue di Cristo’
  2. Per approfondire sul Santo Volto di Lucca e la sua leggenda rinvio alla lettura dell’articolo: ‘Le Sante immagini acheropite (5) : I Volti Santi di Lucca e di Sansepolcro’.
  3. Per approfondire su Tommaso Becket e la sua morte rinvio alla lettura dell’articolo: ‘Tommaso Becket e la ragion di  stato’.
  4. Per approfondire sui i sovrani collezionisti di reliquie rinvio alla lettura degli articolo ‘I Sovrani collezionisti di Reliquie’ e ‘La gran collezione di reliquie di Federico III di Sassonia e Lutero’
  5. Per approfondire sul Preziosissimo Sangue di Mantova: ‘Il Preziosissimo Sangue di Mantova: una reliquia opportuna’, in N. De Matthaeis, Legati a una reliquia. 2020.
  6. Per approfondire sui miracoli eucaristici rinvio alla lettura dell’Articolo ‘Le reliquie di Lanciano e i miracoli eucaristici’.

Per saperne di più :

Jean-Guy Gouttebrose. À l’origine du culte du Précieux Sang de Fécamp. Le Saint Voult de Lucques. In Guillaume de Volpiano : Fécamp et l’histoire normande. Tabularia, Sources et écrits des mondes normands médiévaux.

Las santas imágenes aquerópitas (5): Los Santos Rostros de Lucca y de Sansepolcro

18 domenica Nov 2018

Posted by Nicoletta De Matthaeis in Artículos en español

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Anna Maria Maetzke, Catedral de San Martín, Colobium, Gualfredo, Iconoclastia, Iglesia de San Agustín, Imágenes aquerópitas, Isacar, Juan I, Leobino, Lucca, Luminaria de Santa Cruz, Luni, Majestats, Matteo Civitali, Nicodemo, reliquias, San Frediano, Sansepolcro, Santo Rostro, Seleucio

Le sante immagini acheropite (5): I Volti Santi di Lucca e di Sansepolcro                                                                                                     Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Santo Rostro de Lucca (izquierda) y Santo Rostro de Sansepolcro (derecha)

El Santo Rostro de Lucca (Italia) podría ser el prototipo de una serie de imágenes talladas en madera que representan a Cristo crucificado presentes en determinadas partes de Europa en época románica, siglos XI-XIII, o anterior. Véanse, por ejemplo, los crucifijos denominados ‘Majestats’ de Cataluña, como los de Battló (MNAC, Barcelona) o de Caldes de Montbui (Barcelona). Esta tipología de imágenes presenta un Cristo triunfante en la cruz, con los ojos abiertos, sin la corona de espinas, con túnica regia, que se contrapone a la del Cristo semidesnudo, sangrante y sufriente que exhala su último respiro o que acaba de morir. La cruz ya no sería símbolo de sufrimiento y suplicio sino de victoria sobre el mal y la muerte.

Pero ¿por qué el Santo Rostro de Lucca está considerado como una imagen aquerópita?*

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Le sante immagini acheropite (5): I Volti Santi di Lucca e di Sansepolcro

03 lunedì Ott 2016

Posted by Nicoletta De Matthaeis in Arte

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Anna Maria Maetzke, Colobium, Duomo di San Martino, Giovanni I, Gualfredo, Iconoclastia, Immagini Acheropite, Isacar, Leobino, Lucca, Luminara di Santa Croce, Luni, Majestats, Matteo Civitali, Nicodemo, Pieve di Sant’Agostino, Reliquie, San Frediano, Sansepolcro, Seleucio, Volto Santo

Las Santas imágenes aquerópitas(5): Los Santos Rostros de Lucca y Sansepolcro                                                                                                   Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

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Volto Santo di Lucca (sinistra) e Volto Santo di Sansepolcro (destra)

Il Volto Santo di Lucca potrebbe essere il prototipo di una serie di grandi immagini lignee di Cristo crocifisso presenti in determinate parti d’Europa in epoca romanica, secoli XI-XIII, o precedente. Si vedano per esempio i crocifissi denominati ‘Majestats’ della Catalogna, come quelli di Battlò (Barcellona) o di Caldes de Montbui. Questa tipologia di immagini presenta un Cristo trionfante sulla croce, con gli occhi aperti, senza corona di spine, con tunica regia, che si contrappone a quella del Cristo seminudo, sanguinante e sofferente che esala il suo ultimo respiro o che è appena morto. La croce non sarebbe più simbolo di sofferenza e supplizio ma di vittoria sul male e sulla morte.

Ma perché il Volto Santo di Lucca è considerato un’immagine acheropita?*

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La misteriosa copa de esmeralda

29 mercoledì Ott 2014

Posted by Nicoletta De Matthaeis in Artículos en español

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Biblioteca Imperial, Caffaro, Carlos V, Catedral de San Lorenzo, Cortejo Histórico, Cristo, Cruzadas, Francia, Gaetano de Santa Teresa, Genova, Guillermo de Tiro, Guillermo Embríaco, Jacopo da Varagine, José de Arimatea, Lucifer, Napoleón, Nicodemo, Palacio San Jorge, París, Persifal, reliquias, Sacro Catino, Santo Grial, toma de Genova, Ultima Cena

La misteriosa coppa di smeraldo                                                                     Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

sacro catino

Es verde, transparente y durante mucho tiempo se ha creído que fuera de esmeralda. También fue identificada como el Santo Grial, el plato donde Cristo comió en la Última Cena y en el cual José de Arimatea recogió la sangre que salió del costado de Cristo. Estamos hablando del ‘Sacro Catino’ de Génova, una especie de escudilla hexagonal, con dos pequeñas asas y de 32 centímetros de diámetro.

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La misteriosa coppa di smeraldo

08 venerdì Mar 2013

Posted by Nicoletta De Matthaeis in Reliquie

≈ 24 commenti

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arte, assalto di Genova, Biblioteca Imperiale, Caffaro, Carlo V, Cattedrale San Lorenzo, Corteo Storico, Cristo, Crociate, Francia, Gaetano di Santa Teresa, Genova, Giuseppe d'Arimatea, Guglielmo di Tiro, Guglielmo Embriaco, Jacopo da Varagine, Lucifero, Napoleone, Nicodemo, Palazzo San Giorgio, Parigi, Persifal, Reliquie, Sacro Catino, Santo Graal, Storia, Testa di Maglio, Ultima Cena

La misteriosa copa de esmeralda                                                               Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
sacro catino

E’ verde, trasparente e per molto tempo si è creduto che fosse di smeraldo. Fu anche identificata come il santo Graal, il piatto dove Cristo mangiò nell’Ultima Cena e nel quale Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue che uscì dal costato di Cristo. Stiamo parlando del Sacro Catino di Genova, una specie di scodella esagonale, con due piccoli manici e del diámetro di 32 centimetri.

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