Siete tutti invitati a Lisbona, il 7 giugno, alla mia conferenza.
Ulteriori ragguagli sul contenuto della stessa potete trovarli cliccando qui.
Vi aspetto
02 giovedì Giu 2016
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Siete tutti invitati a Lisbona, il 7 giugno, alla mia conferenza.
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29 domenica Mag 2016
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Tag
Antonio Mazzacurati, Cappella del Tesoro, Felice Maniero, Fernando Martins de Bulho͂es, Gregorio IX, La Lingua del Santo, Lingua di Sant’Antonio, Mala del Brenta, malleus hereticorum, Mento di Sant’Antonio, Miracoli di Sant’Antonio, Padova, Reliquie, Sant'Antonio di Padova, Sermoni, Taumaturgo
E’ da tutti conosciuto come Sant’Antonio di Padova, ma né era di Padova né era italiano. Infatti, Fernando Martins de Bulho͂es (questo era il suo vero nome) era portoghese, nato a Lisbona nel 1195 e morto a Padova (questo sì), nel 1231, il 13 giugno. In italiano Bulho͂es viene tradotto Buglione, e pare che fosse discendente dal famoso Goffredo di Buglione, quello delle crociate. Ma questo non aggiunge né toglie niente al suo personaggio. A Padova è chiamato semplicemente ‘Il Santo’.
23 lunedì Mag 2016
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Molti si chiederanno che fine avrà fatto l’Arca che contiene le tavole della legge, quelle che furono date a Mosè sul Monte Sinai. Non è certo una domanda semplice da rispondere, tanto più che una risposta precisa non c’è. O forse c’è. Perché per gli etiopi il solo dubbio offende. Per loro, la vera Arca dell’Alleanza è custodita ad Aksum, nel Nord dell’Etipia, nella chiesa di Santa Maria di Sion. Ma nessun può vederla. Questo ed altro ci viene narrato nell’articolo “L’arca dell’Alleanza si trova in Etiopia? pubblicato sul blog Aleteia.
10 martedì Mag 2016
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Riporto qui di seguito l’articolo riguardante il Museo delle Anime del Purgatorio di Roma, pubblicato nell’interessantissimo blog ‘The parallel Vision – Il blog di arte, musica e cultura.
Che ci crediate o no, è esattamente così. Esiste, si trova a Roma e raccoglie documenti e cimeli trovati in giro per l’Europa che comproverebbero l’esistenza del Purgatorio.

Stiamo parlando del Museo delle Anime del Purgatorio, uno di quei luoghi non troppo conosciuti della Capitale, posto tra l’altro in un punto di estremo traffico di persone (e di automobili) sul Lungotevere Prati, al civico 12. Esattamente dove sorge la Chiesa neogotica del Sacro Cuore del Suffragio, edificata nel 1890 su un terreno acquistato da don Victor Jouët. Fu proprio questo missionario marsigliese a fondare l’Associazione del Sacro Cuore di Gesù per il Suffragio delle Anime del Purgatorio.

Il Museo, che si trova presso la sagrestia della Chiesa, raccoglie documenti e testimonianze che Jouët trovò durante i suoi viaggi in molti paesi d’Europa, convinto che fossero manifestazioni di persone defunte che, dovendo passare un certo periodo…
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06 venerdì Mag 2016
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Bisanzio, Costantinopoli, Nicola Mesarites, Paolo Malaguti, reliquie della passione, Vergine del Faro
Il nuovo romanzo di Paolo Malaguti racconta la caccia frenetica alle reliquie della passione di Cristo a Costantinopoli, verso la metà del XV secolo, da parte di due mercanti. Ce ne parla Domenico Nardone nel suo interessantissimo blog ‘Bisanzio’, dove gli appassionati dell’Impero Bizantino potranno trovare arricchimenti su storia, arte, architettura e molto di più. Abbiamo avuto qualche scambio di idee su alcune importanti reliquie che è stato senz’altro molto proficuo per entrambi. Ecco il link all’articolo.
23 sabato Apr 2016
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Ampollas sangre, arte, Atentado 1981, Beatificación Juan Pablo II, Benedicto XVI, Cabello papa Wojtyla, Carlo Balliana, Cracovia, Disputa del Sacramento, Estancia de la Signatura, Faja manchada de sangre, Grutas Vaticanas, Juan Pablo II, Juan XXIII, Karol Wojtyla, No tengáis miedo, Noli timere, Opispo de Cracovia, Papa Francisco, Plaza San Pedro en Vaticano, Polonia, Rafael, reliquiario, reliquias, San Pedro de la Ienca, Sangre Papa Wojtyla, Santo Spirito in Sassia, Santuario de la Divina Misericordia, Santuario Jasna Góra, Sor Faustina, Stanislaw Dziwisz, Virgen de Czestochowa, Virgen de Fátima
Le reliquie di Giovanni Paolo II. Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui
28/8/2012. Los periódicos dan la noticia: “Robada y hallada en pocas horas una ampolla con la sangre de Juan Pablo II”. El reliquiario con la ampolla de la sangre fue hallado por la policía, en medio de un descampado en las afueras de Marina de Cerveteri, cerca de Roma, a las pocas horas de haber sido robado.
Se trataba de la ‘copia peregrina’ del reliquiario original de Carlo Balliana que en aquel momento estaba custodiado en la iglesia de Santa María Inmaculada de Roma desde donde el padre Augusto Baldini lo había cogido para llevarlo a su parroquia, Santa María de Allumiere, para exponerlo. La ‘copia peregrina’ del reliquiario, que tiene forma de libro, recibe este nombre porque se utiliza para las exposiciones itinerantes.
El Papa Wojtyla es beatificado el 1 de Mayo de 2011 y desde el primer momento reliquiarios con su sangre empiezan a circular por toda la geografía; algunos solo para ser expuestos durantes algunos días, mientras que otros llegan a su destino para quedarse.
La historia de cómo fue extraída la sangre al santo padre es bastante confusa: algunas declaraciones hechas por la Santa Sede no siempre coinciden al 100% y las noticias aparecidas en los periódicos son a su vez, incluso contradictorias.
13 mercoledì Apr 2016
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Riporto qui un articolo di Maria Paola Daud pubblicato nel Blog Aleteia. Del piede di Maria Maddalena parlo anche in un mio precedente articolo sui Reliquiari Antropomorfi.
Tra i tanti tesori nascosti di Roma, nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini possiamo trovare una reliquia molto particolare: i resti ossei del piede della “grande convertita”, santa Maria Maddalena. Come è arrivato il piede di Maria di Magdala a Roma? Per rispondere a questa domanda bisogna prima fare un po’ di storia. Dopo…
via Il piede di Maria Maddalena è a Roma? — Aleteia.org – Italiano
28 lunedì Mar 2016
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Carcere Mamertino, Catene di San Pietro, Domine QuoVadis, Erode Agrippa, Eudossia, Giovenale, Leone Magno, Nerone, Persecuzione dei Cristiani, Praefectura Urbis, Processo e Martiniano, Raffaello, San Pietro in Carcere, Stanza di Eliodoro, Tullianum
Las cadenas de San Pedro Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Roma è una città, come tutti sanno, piena di storia e di arte. Arte per le sue strade e piazze, fontane e palazzi, arte nei musei e nelle sue numerosissime chiese. Fra queste, una delle più belle ed antiche è San Pietro in Vincoli. Costruita sui ruderi di un tempio preesistente, è famosa perché contiene il grande capolavoro di Michelangelo, il Mosè. Ma anche perché custodisce, in un’urna di vetro e perfettamente visibili, le catene di San Pietro.
10 giovedì Mar 2016
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Antonio Beltrán, Benedicto XVI, British Museum, Caldero de Gundestrup, Canon Romano, Cáliz de Antioquía, Cáliz de Ardagh, Cátaros, Cenáculo, Copa de Hawstone Park, Huesca, Janice Bennet, José de Arimatea, Juan Pablo II, Longinos, Parsifal, Patrimonio de la Humanidad, Persecuciones Emperador Valeriano, Pirineos, Plegaria Eucarística, Precelio, reliquias, Robert de Boron, Roma, Rosacruces, Sacro Catino de Génova, San Donato, San Lorenzo, San Marcos, San Pedro, Sangre de Cristo, Santo Cáliz, Santo Grial, Sixto II, Templarios, Ultima Cena, UNESCO, Valencia, Vaso de Nanteos, Wagner
Il Santo Calice di Valencia Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui
El cáliz de la Última Cena, conocido también como el Santo Grial, inspiró una abundante literatura en la Edad Media, que se ha retomado con mucha fuerza en estos últimos veinte años.
Según la tradición británica, basada en la obra de Robert de Boron, fue utilizado por José de Arimatea para recoger la sangre de Cristo que salió de su costado como consecuencia del golpe de lanza asestado por Longinos. José de Arimatea lo habría sucesivamente llevado a Inglaterra entrando, así, a formar parte de ciclo artúrico.
Pero ésta no es la única versión y las tradiciones sobre quién se haya adueñado del cáliz se superponen. En cualquier caso, para cátaros, templarios y rosacruces, y para el esoterismo en general, esta reliquia tenía una enorme trascendencia. Incluso Wagner quiso dedicarle su obra Parsifal.
23 martedì Feb 2016
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Casaluce, Cattedrale San Salvador, Epifania, idria, Idrie di Cana, Kefer Kenna, Nozze di Cana, Santa Maria di Cambre, Vasi dell’Epifania
Las tinajas del milagro de las bodas de Caná Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
“Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2, 1-11)