Il regno delle ossa

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Dove preferireste andare in viaggio? In Portogallo, forse, a visitare gli ossari di Evora e Faro? Oppure in Perù, a esplorare i sotterranei di Lima e Lampa? O magari a Est, dove i teschi li dipingono, li usano per far lampadari, decori e torrette? E se restassimo in Italia? Otranto, Roma, Milano: i teschi abbondano. SdL propone un piccolo itinerario – più fotografico, che scritto – fra i magnifici ossari del mondo, anche all’aperitivo…

L’ossario di Sedlec, Kutná Hora, Repubblica Ceca
Una piccola cappella cristiana, ubicata all’interno di un cimitero. E al suo interno la pura meraviglia. 40.000 corpi circa, o perlomeno i loro resti, ben levigati, e utilizzati come meravigliosi decori: stemmi nobiliari, lampadari, festoni di teschi che adornano putti. La meraviglia più pura e completa.
Ossa Ossa Ossa
Ossario_Sedlec01_Sedlec_1_ossario

L’ossario di Halstatt, Austria
Qui riposano migliaia di teschi, oltre 600 dei quali sono dipinti con motivi floreali. Nel 1700…

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ENEA: LA SINDONE DI TORINO NON È UN FALSO MEDIEVALE

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Quella della Sacra Sindone è una vicenda lunga e tormentata che ancora oggi non riesce a mettere d’accordo chi crede che il lino sia l’autentico sudario che avvolse Gesù nel breve soggiorno nella tomba, e chi invece ritiene che si tratti della creazione di un artista del medioevo. Secondo alcuni, ci sarebbe lo zampino di quel grande genio che fu Leonardo da Vinci

L’articolo nel nuovo indirizzo:http://www.pianetablunews.it/?p=22068

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Las reliquias de los que no creen en las reliquias

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Le reliquie di quelli che non credono nelle reliquie                                     Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Mausoleo Lenin

Hace bastantes años, antes de la caída del muro de Berlín, viajé a Rusia. Después de visitar muchos lugares finalmente llegué a Moscú, a la estupenda Plaza Roja. En aquél magnífico complejo monumental una larga cola de personas llamó inmediatamente mi atención. Millares de personas en silencio y con actitud devota esperaban durante horas y horas para entrar, por pocos segundos, en el mausuleo de Lenin en el que está expuesto su cuerpo embalsamado. Un mausuleo en pleno corazón de Moscú, adosado a la muralla del Kremlin, cuyo estilo arquitectónico, a decir la verdad, no tiene nada que ver con el del resto de los palacios y monumentos de la plaza. Había parejitas en viaje de novios llevando ramos de flores, mujeres y hombres de todas las edades, hasta padres con niños. Lenin, un símbolo para la patria, el padre de la Revolución Bolchevique, sigue allí con ellos. Espectacular e imponente el cambio de la guardia. En estos últimos tiempos la devoción ha bajado un poco, reavivándose en el verano, gracias también a los turistas y al buen tiempo.

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La lancia di Antiochia

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La lanza de Antioquía                                                                                     Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Lancia di Antiochia (foto di J.R. Prada Delgado)

Lancia di Antiochia (foto di J.R. Prada Delgado)

Nel museo della cattedrale di Echmiadzin (Armenia) si può ammirare, insieme ad altre reliquie, la famosa Lancia di Antiochia, una delle diverse candidate ad essere l’ ‘autentica’ Lancia Sacra o Lancia di Longino, quella con cui il centurione romano Longino trafisse il costato di Cristo sulla croce, dal quale uscirono sangue ed acqua, come possiamo leggere nel Vangelo di San Giovanni (Gv 19,34). Su Longino ho dato alcuni cenni nel mio articolo ‘Il sangue di Cristo’.

Quanto alla lancia, parlavamo prima di ‘candidate’ perché le relique che attualmente sono conosciute come ‘Lancia Sacra’ sono fondamentalmente tre: la ‘Lancia del Destino’ o Helige Lance, conservata nel palazzo reale di Vienna, la ‘Sacra Lancia’ custodita nella basilica di San Pietro in Vaticano, delle quali ho parlato in altri miei due articoli di questo blog, e la ‘Lancia di Antiochia’.

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La ‘Tabula Magna Lateranensis’

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La ‘Tabula Magna Lateranensis’                                                                         Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Tabula magna completa

Seguramente muchos conocerán la basílica de San Juan de Letrán, una de las cuatro basílicas principales de Roma. Pero no vamos a hablar aquí de esta magnífica basílica ni de las innumerables obras de arte que contiene, sino de un panel del siglo XIII que puede verse a la izquierda de la puerta de la sacristía y que pocos conocen. Me refiero a la ‘Tabula Magna Lateranensis’. De hecho, es posible confundirse porque en el lado derecho de la puerta de la sacristía hay otro panel muy similar identificado con un rótulo del siglo XIX que reza ‘Tabula Magna Lateranensis” pero que en realidad recuerda algunas obras que se llevaron a cabo en la basílica en el siglo IX. La verdadera ‘Tabula Magna’ es la de la izquierda y sin rótulo.

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Di che legno era la Vera Croce?

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 ¿De qué madera era la Vera Cruz?                                                                 Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Giotto (sec. XIV). Crocifissione. Cappella degli Scrovegni, Padova.

Giotto (sec. XIV). Crocifissione. Cappella degli Scrovegni, Padova.

Se lo sono chiesto da secoli, fin dall’inizio del cristianesimo, i primi padri della chiesa, studiosi antichi e moderni, e molti altri insigni personaggi, ma la risposta non è ancora chiara. La gran quantità di frammenti che ci sono nel mondo di diverso colore e di diversi legni e le opinioni discordanti di illustri autori sono tutti fattori che portano ad una gran confusione.

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Deusdona: el más famoso ladrón de reliquias de todos los tiempos

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Deusdona: il più famoso ladro di reliquie di tutti i tempi                          Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

affresco Marcellino PietroLos robos de reliquias no son una hecho exclusivo de la Edad Media pero encuentran en ésta su máxima expresión. No olvidemos que los más importantes lugares de devoción y santuarios son tales gracias a una reliquia, muchas veces llegada en circunstancias poco claras. Por citar sólo uno de los ejemplos más clamorosos, recordaremos el de las reliquias de San Marcos, robadas por los venecianos en Alejandría en el siglo IX.

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“Lapis aequipondus” una pietra “multiuso”

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“Lapis aequipondus” una piedra “multiusos”                                                  Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Antonio Tempesta. Martirio di San Primo (1586). Roma, Santo Stefano Rotondo

Antonio Tempesta. Martirio di San Primo (1586). Roma, Santo Stefano Rotondo

Come tutte le società organizzate anche l’antica Roma aveva un sistema di unità di misura molto ben strutturato e soggetto a continui controlli, per evitare le frodi. Per le bilance, venivano utilizzati pesi di diverse grandezze, a seconda della necessità, regolarmente marchiati, con il valore scolpito sulla pietra ed addirittura con il nome del questore. L’unità di misura era la libbra romana (equivalente a 327,45 g), con i suoi multipli e sottomultipli. Non dimentichiamo che in latino ‘libbra’ vuol dire anche ‘bilancia’. Questi pesi erano di forma circolare, piatti nelle parti superiori ed inferiori. Quelli più grandi avevano due anelli, ovvero due rampini di ferro, che servivano per sollevarli, e quelli più piccoli ne avevano solo uno. I maggiori raggiungevano il peso di cento libbre, ossia circa 33 kili.

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San Marcos, el artífice de la “Serenissima”

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San Marco, l’artefice della Serenissima                                                           Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Leone San Marco

En el siglo IX, la nueva República de Venecia, nacida en territorios griego-bizantinos sujetos al Exarcado de Rávena, hasta la conquista longobarda del an͂o 751, y sucesivamente al dominio de los francos a partir del 774, estaba atravesando un período muy difícil y necesitaba afirmar su independencia tanto de la Italia Carolingia como del  Imperio Bizantino, pero sin romper las relaciones. Se trataba de hallar un difícil equilibrio. Con el Imperio Bizantino el peligro era menor, debido a la distancia. En cambio, los Francos estaban mucho más cerca y ya en una ocasión intentaron hacerse con el control político y militar de la laguna véneta, pero sin éxito. Abandonaron, por tanto esta idea, pero no la de ejercer el control eclesiástico en la zona.

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Il sangue di San Gennaro: miracolo o trucco?

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La sangre de San Jenaro: ¿milagro o truco?                                                 Puedes leer este artículo en español, abriendo este enlace

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San Gennaro, il santo tanto caro ai napoletani e uno dei più famosi d’Italia deve la sua fama al miracolo che tutti gli anni si produce per rassicurare ai napoletani che tutto precede bene e non si annunciano catastrofi. Per saperne di più di questo importante personaggio della Chiesa e delle sue reliquie rimando alla lettura di un articolo di Lois.

Invece parleremo qui solo del suo sangue, e piú precisamente del fatto che da secoli il suo sangue coagulato in determinate occasioni ridiventa liquido. Stiamo parlando del miracolo di San Gennaro.

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