La Veronica nell’arte

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La Verónica en el arte                                                                                   Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Veronica-El-Greco

Probabilmente tutti sanno che Veronica è la donna che con il suo velo asciugò il viso insanguinato di Gesù mentre saliva al Golgota per essere crocifisso. Ed il viso di Gesù rimase impresso sul velo. Non ce lo raccontano i Vangeli, ma la tradizione. Nonostante ciò questa tradizione entrò con tanta forza da costituire una stazione del Via Crucis.

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‘Historia de la Vera Cruz’ de Antoniazzo Romano

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‘Storia della Vera Croce’ di Antoniazzo Romano.                                         Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui Abside completo Con este título se designan los ciclos iconográficos sobre la invención de la Vera Cruz por parte de Santa Elena. El más famoso es el de Piero della Francesca, en la capilla Mayor de la basílica de San Francisco de Arezzo. Pero en Roma hay otro muy bonito, aunque menos famoso, atribuido a Antonio Benedetto Aquili (1430-1510), más conocido como Antoniazzo Romano.

Tanto el primero como el segundo están basados en la ‘Leyenda dorada’ de Jacopo de Varagine 1228-1298 (o Jacopo de Varazze), que relata la historia de los santos siguiendo el orden el calendario litúrgico. Es la obra más importante de todos los tiempos del género hagiográfico, en la que confluyen tradiciones anteriores, escritas y orales, y ha sido la mayor fuente de inspiración para un gran número de artistas.

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La proliferazione di false reliquie all’epoca di Boccaccio e Frate Cipolla

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La proliferación de falsas reliquias en la época de Boccaccio y Fray Cebolla                                                                                                   Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
Giovanni-BoccaccioL’Europa del XIV secolo e XV assistette ad un periodo di grande decadenza morale, rilassamento di costumi negli ordini monastici, corruzione e scetticismo provocati fondamentalmente dallo scisma, le epidemie di peste, la fame e le lotte politiche, preparando il terreno alla Riforma. La Chiesa aveva scoperto nelle indulgenze e nelle reliquie una grande fonte di introiti, approfittando dell’ignoranza della gente. E sull’esempio della Chiesa, molte altre persone si arricchivano con il traffico di reliquie, quasi tutte false. Addirittura esistevano artigiani specializzati che le fabbricavano con grande maestria. Molte di queste poi venivano spacciate come portate dalla Terra Santa da crociati e pellegrini. Poi c’erano quelle che effettivamente avevano questa provenienza, ma anch’esse erano false, in buona o mala fede del portatore. Questa grande crisi di valori come pure questo iniquo mercato furono aspramente denunciati e condannati anche da Fra Bernardino da Siena nelle sue famose prediche. Ma prima e dopo di lui, non sono mancati riferimenti letterari a questa decadente società – che facendo un inciso, molto assomiglia a questa nostra attuale –  ed anche alle più svariate reliquie.

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Los cuatro pilares de la cúpula de San Pedro

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I quattro pilastri della cupola di San Pietro.                                                Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

Interno San Pietro

En la basílica de San Pedro del Vaticano, en los cuatro pilares que sostienen la cúpula, hay otros tantos nichos que dan acceso a unas capillas que fueron diseñadas para custodiar las reliquias más importantes del templo, si excluimos los restos del apóstol San Pedro, que se encuentran en la Necrópolis Vaticana bajo el altar mayor de la basílica.

Cada uno de estos nichos está ocupado por una enorme estatua de más de tres metros, además del pedestal, que nos indica cuál es la reliquia custodiada en la respectiva capilla. Por encima de estas estatuas pueden verse balcones ornamentales utilizados para la exposición de las reliquias. El acceso a las capillas y consiguientemente a los balcones sólo está permitido a los canónigos de la basílica, que son los únicos encargados de las ostensiones.

Las estatuas, encargadas por Urbano VIII (1623-1644) representan: la Verónica, Santa Elena, San Longino y San Andrés. Todas fueron creadas a raíz de las ideas arquitectónicas de Bernini, aunque finalmente el artista sólo llevase a cabo una de ellas.

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La Sacra Spina di Andria

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Le spine della corona di Cristo esistenti nel mondo sono molte. Troppe. Da un primo censimento fatto da Fleury1 nel secolo XIX, che ne enumerva circa 200, siamo arrivati a ben 2.283, delle quali 995 in Italia, secondo un recentissimo censimento di A. Menna2. D’accordo che pare accertato che la corona di spine non era una corona, ma piuttosto una specie di casco formato dai rametti di spine fissati in un fascio/anello di giunchi. E considerando questo, le spine evidentemente sarebbero state più numerose di quelle necessarie per interecciare una semplice corona, ma certamente non tante da arrivare a 200 (considerando che molte si saranno anche perse) e meno ancora più di 2.000. Le spine della corona, alla luce degli studi fatti, dovrebbero appartenere ad un rovo denominato Zizyphus vulgaris lam, conosciuto anche con il nome di Zizyphus spina-Christi. Può crescere fino a 7 metri di altezza ed è molto diffuso nell’area attorno a Gerusalemme, ma anche in altre zone mediterranee, come per esempio la Sicilia o la Puglia. Le sue spine sono di varie grandezze, potendo arrivare ad una lunghezza massima di 5-7 cm. E’ estremamente difficile determinare l’autenticità di tutte le spine della corona che esistono oggigiorno, anche quando appartengono a questa specie vegetale. Ma non è questo l’oggetto di questo articolo. Parleremo invece della Sacra Spina di Andria, perché come nessuna, ha delle caratteristiche molto particolari.

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¿Por qué los Reyes Magos están en Colonia?

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Perché i Re Magi sono a Colonia?                                                                     Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

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No se sabe a ciencia cierta si los Reyes Magos fueron tres, cuáles fuesen sus verdaderos nombres o de dónde procediesen. Tampoco se conocían entre sí antes de llegar a Jerusalén. En el Nuevo Testamento únicamente encontramos una referencia a ellos en el Evangelio de Mateo y están mencionados sólo vagamente en el Antiguo Testamento, en el libro del profeta Isaías. Mateo no indica sus nombres y tampoco que fuesen tres, pero dice que llevaron oro, incienso y mirra y que venían de Oriente siguiendo una estrella.

Pero ahora Benedicto XVI, no solo nos quita la mula y el buey del pesebre, sino que afirma, en su libro ‘La infancia de Jesús’, que probablemente los Reyes Magos provenían de Tharsis, lugar que muchos estudiosos identifican con Tartessos, una antigua ciudad-estado de Iberia, situada en el sur de la actual España, probablemente la más antigua civilización de Occidente. Pero ¿No procedían de Oriente?

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Andar per miracoli, ovvero le reliquie di Roma

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E’ appena stato pubblicato il mio libro ‘Andar per Miracoli. Guida all’affascinante mondo delle reliquie romane’, tutto dedicato alla Città Eterna. Il libro sarà distribuito nelle librerie romane a novembre e sarà anche disponibile on-line (vedi recensione).

A volte uno pensa come cambiano le cose e come la vita non sai mai quali sorprese ti prepara. Certo, altrimenti non sarebbero sorprese.

Non mi ero mai occupata di reliquie. Non era qualcosa che richiamasse particolarmente la mia attenzione. Oltre a questo, devo dire con sincerità che non sono mai stata una cima nell’arte della scrittura. Però ho sempre avuto un grande amore per Roma, la mia città, condivisa pienamente da mio marito.

Da quando vivo in Spagna, ogni volta che tornavamo a Roma per qualche giorno era come tornare da turisti. Potevo permettermi il lusso di godermi la città senza dover sopportare la sua grande disorganizzazione e caos a cui invece sono sottoposti i pazienti romani quando hanno qualche problema di normale amministrazione da risolvere.

Cominci quindi a ripercorrere i luoghi più emblematici. Non puoi andartene da Roma senza rivisitarne per lo meno un paio, come per esempio Fontana de’ Trevi o Piazza del Popolo. Poi poco a poco ti allontani dai luoghi più turistici per scoprirne degli altri, meravigliosi e poco conosciuti specialmente da chi abita a Roma. E così comincia la ‘riscoperta’ della città.

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Le reliquie di Giovanni Paolo II

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Las reliquias de Juan Pablo II                                                                               Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
wojtyla-2 28/8/2012. I giornali danno la notizia: ‘Rubata e ritrovata in poche ore ampolla col sangue di Giovanni Paolo II’. Il reliquiario contenente l’ampolla del sangue fu ritrovato dalla polizia, in mezzo alla sterpaglia, presso Marina di Cerveteri, poche ore dopo essere stato rubato. Si trattava della ‘copia peregrina’ del reliquiario originale di Carlo Balljana che in quel momento era custodito nella chiesa di Santa Maria Immacolata di Roma da dove il padre Augusto Baldini l’aveva preso per portarla alla sua parrocchia, Santa Maria di Allumiere, per esporlo. La copia ‘peregrina’ del reliquiario, che è a forma di libro, è così chiamata perché viene utilizzata per le esposizioni itineranti.

Papa Wojtyla viene beatificato il 1º maggio 2011 e da subito reliquiari con il suo sangue cominciano a circolare per tutta la geografia: alcuni solo per essere esposti per alcuni giorni, mentre altri sono arrivati alla loro destinazione per rimanerci.

La storia di come fu prelevato il sangue al santo padre è abbastanza confusa: alcune dichiarazioni fatte dalla Santa Sede non sempre coincidono al 100% e le notizie apparse sui giornali a loro volta sono addirittura contraddittorie.

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El monasterio relicario

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Il monastero reliquiario.                                                                                     Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

El EscorialA unos 60 Km de Madrid, podemos visitar el famoso Monasterio del Escorial, un enorme complejo formado por basílica, monasterio, palacio y biblioteca. Lo mandó construir Felipe II (1527-1598) para conmemorar la victoria contra los franceses en la batalla de San Quintín, el 10 de agosto de 1557, día de San Lorenzo y está hecho en forma de parrilla, el instrumento del martirio del santo.

El padre de Felipe II, Carlos I de España y V de Alemania, ‘en cuyas tierras no se ponía nunca el sol’, había llevado la corte a Toledo. Fue Felipe II el que la transfirió a Madrid y en el monasterio del Escorial, que pretendía ser la octava maravilla del mundo cuando se construyó, el rey se retiró y allí pasó los últimos años de su vida. El monasterio también alberga un panteón que conserva los restos de los miembros de la monarquía española, comenzando por Carlos V, una tradición que se mantiene hasta el día de hoy.

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