Le sante immagini acheropite (3) Il ‘Mandylion’ di Edessa: l’archetipo di tutte le acheropite

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Las santas imágenes aquerópitas (3) El ‘Mandylion’ de Edesa: el arquetipo de todas las aquerópitas                                                                Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
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Nel VI secolo, ai tempi dell’imperatore Giustiniano, si rendeva omaggio ad Edessa a un’immagine del volto di Cristo, definita come “non creata da mano umana”, con l’aiuto della quale riuscirono a respingere l’assedio dei persiani di Cosroe I. Quest’immagine fu oggetto di grande venerazione anche durante la conquista araba, e passò alla storia col nome di ‘Mandylion’ (dall’arabo, telo) o immagine di Edessa o di Agbar. Secondo una tradizione, quest’immagine fu rinvenuta in una nicchia delle mura di Edessa e duplicata su due diversi supporti: l’originale su un telo ripiegato quattro volte e una copia su tegola (keramion), essendosi formata quest’ultima per contatto con l’originale. L’imperatore fece costruire una chiesa ad Edessa per custodirla.

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Le sante immagini acheropite (2) La Veronica: ma quante ce ne sono? – (seconda parte) ‘La Santa Faz’ e il ‘Santo Rostro’

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Las santas imágenes aquerópitas (2) La Verónica: pero ¿cuántas hay? – (Segunda parte) ‘La Santa Faz’ y el ‘Santo Rostro’                                   Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Felipe Gil de-mena 1650 Valladolid Museo diocesano

F. Gil de Mena. La Veronica (1650) – Valladolid (Spagna), museo diocesano

Come dicevamo nell’articolo precedente sulle immagini della Veronica, in Spagna ce ne sono due che dicono di essere l’autentico Velo della Veronica e che godono di molta venerazione. Queste due immagini hanno una storia in comune: quando Veronica tornò a casa con il velo macchiato con il sangue del volto di Cristo, si accorse che il panno era piegato in tre, e l’immagine non solo rimase impressa sulla parte superiore, ma anche sulle altre due parti piegate sotto. La prima sarebbe quella che è a Roma e le altre due sarebbero quelle di Alicante e di Jaén. Stiamo parlando della ‘Santa Faz’ e del ‘Santo Rostro’.  Si tratterebbe quindi di ‘un’aggiunta’ al conosciuto episodio della Veronica, peraltro tradizione del XII secolo.

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¿Dónde fue martirizado San Pedro?

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Dove fu martirizzato San Pietro??                                                                    Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

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Masaccio. Crucifixión de San Pedro (1426). Staatliche Museen, Berlín

Si vais al ‘Gianicolo’, que para los no romanos diremos que es la colina que está detrás del Vaticano, desde donde se puede gozar de un estupendo panorama de la Ciudad Eterna, antes de llegar arriba de todo, donde está la estatua de uno de los más amados héroes nacionales, Garibaldi, hallaréis la iglesia de San Pedro ‘in Montorio’. Los romanos llamaban ‘Monts Aureus’, de donde ‘Montorio’, monte dorado, la parte Sur del ‘Gianicolo’, por el color amarillo de su arena.

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Le sante immagini acheropite (1) La Veronica: ma quante ce ne sono? (prima parte)

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Las santas imágenes aquerópitas (1)  La Verónica: pero ¿cuántas hay? (primera parte)                                                                                            Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

simon_vouet_veronica M. de Tesse, Le Mans s. XVII

Simon Vouet – Veronica. (Sec. XVII). Museo de Tesse (Le Mans)

La parola acheropita viene dal greco ‘acheiropoietos’ e significa ‘non dipinta da mano umana’. Le immagini acheropite sono tutte quelle che sarebbero apparse per intervento divino senza nessuna partecipazione dell’uomo. Normalmente queste immagini rappresentano Cristo o la Vergine Maria. Una delle più famose, oltre la Santa Sindone, è il Velo della Veronica.

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La espada de Roldán

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La spada di Orlando                                                                                            Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

durlindana rocamadour

Nadie sabe dónde se encuentra Excalibur, la famosa espada que el rey Arturo extrajo de la roca. Claro, diréis vosotros, ¡es una leyenda! Sin embargo algunos estudiosos todavía están intentando determinar la historicidad del personaje.

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Le verità storiche del Sacro Calice: Intervista su Fenix

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Oggi vorrei condividere con voi la notizia che la revista Fénix, specializzata in argomenti che riguardano il campo del mistero, mi ha intervistato per avere ulteriori notizie sul Santo Calice di Valencia, come ultimo ed unico candidato ad essere il Santo Graal. Ho avuto così l’opportunità di parlare con Simone Leoni, collaboratore della rivista, per cercare di chiarire alcuni concetti e teorie sul Santo Graal ed il Santo Calice di Valencia, peraltro uno degli argomenti che più interessano i lettori di ‘Reliquiosamente’. L’intervista, abbastanza estesa, è stata pubblicata nel numero di giugno (nº 92) nella sezione ‘Enigmi del Cristianesimo’, con il titolo ‘Le verità storiche del Sacro Calice’, ed è reperibile in tutte le edicole.

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Sant’Antonio di Padova: i miracoli, le reliquie e … la malavita

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Antonio de Pereda

Antonio de Pereda (1611-1678) – Sant’Antonio con Cristo (part.)

E’ da tutti conosciuto come Sant’Antonio di Padova, ma né era di Padova né era italiano. Infatti, Fernando Martins de Bulho͂es (questo era il suo vero nome) era portoghese, nato a Lisbona nel 1195 e morto a Padova (questo sì), nel 1231, il 13 giugno. In italiano Bulho͂es viene tradotto Buglione, e pare che fosse discendente dal famoso Goffredo di Buglione, quello delle crociate. Ma questo non aggiunge né toglie niente al suo personaggio. A Padova è chiamato semplicemente ‘Il Santo’.

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Dove si trova l’Arca dell’Alleanza?

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santa maria sion

Molti si chiederanno che fine avrà fatto l’Arca che contiene le tavole della legge, quelle che furono date a Mosè sul Monte Sinai. Non è certo una domanda semplice da rispondere, tanto più che una risposta precisa non c’è. O forse c’è. Perché per gli etiopi il solo dubbio offende. Per loro, la vera Arca dell’Alleanza è custodita ad Aksum, nel Nord dell’Etipia, nella chiesa di Santa Maria di Sion. Ma nessun può vederla. Questo ed altro ci viene narrato nell’articolo “L’arca dell’Alleanza si trova in Etiopia?  pubblicato sul blog Aleteia.

L’Arca dell’Alleanza si trova in Etiopia?

 

Il Purgatorio esiste. E a Roma c’è un Museo che vi spiega perché

Riporto qui di seguito l’articolo riguardante il Museo delle Anime del Purgatorio di Roma, pubblicato nell’interessantissimo blog ‘The parallel Vision – Il blog di arte, musica e cultura.

Avatar di RedazioneThe Parallel Vision

Che ci crediate o no, è esattamente così. Esiste, si trova a Roma e raccoglie documenti e cimeli trovati in giro per l’Europa che comproverebbero l’esistenza del Purgatorio.

il-museo-del-purgatorio-a-roma-

Stiamo parlando del Museo delle Anime del Purgatorio, uno di quei luoghi non troppo conosciuti della Capitale, posto tra l’altro in un punto di estremo traffico di persone (e di automobili) sul Lungotevere Prati, al civico 12. Esattamente dove sorge la Chiesa neogotica del Sacro Cuore del Suffragio, edificata nel 1890 su un terreno acquistato da don Victor Jouët. Fu proprio questo missionario marsigliese a fondare l’Associazione del Sacro Cuore di Gesù per il Suffragio delle Anime del Purgatorio.

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Il Museo, che si trova presso la sagrestia della Chiesa, raccoglie documenti e testimonianze che Jouët trovò durante i suoi viaggi in molti paesi d’Europa, convinto che fossero manifestazioni di persone defunte che, dovendo passare un certo periodo…

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