Reliquiari fantastici: La scacchiera di Carlo Magno

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Relicarios fantásticos: El ajedrez de Carlomagno.                                              Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Scaccheira

Chi ha fatto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela seguendo il Cammino Francese dall’inizio, saprá che la prima tappa, non appena attraversati i Pirenei è quella che va da Valcarlos a Roncisvalle. Arrivati a Roncisvalle, dimenticandosi per un momento della stanchezza (siamo ancora alla prima tappa!) chi vorrà visitare la Collegiata di Santa Maria del XII-XIII secolo (antico ospedale per pellegrini) ed il suo museo, potrà ammirare lo splendido reliquiario collettivo chiamato la ‘Scacchiera di Carlo Magno’.

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La leggenda di Excalibur è nata in Toscana?

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La leyenda de Excalibur ¿nació en la Toscana?                                      Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

sangalgano

A circa 30 Km da Siena c’è il gran complesso monumentale di San Galgano, Abbazia ed Eremo di Montesiepi, dedicati a Galgano Guidotti, posteriormente San Galgano.

Galgano nacque nel 1148 a Chiusdino, un luogo non lontano dall’attuale abbazia, da Guidotto e Dionigia, un figlio a lungo desiderato e destinato a una vita di guerriero. Era un periodo di lotte fra le famiglie dei signori locali (Gherardeschi, Pannocchieschi ed altri) per la supremazia locale. Era un giovane ricco e prepotente e si dedicava alla bella vita. Secondo la tradizione, gli appare in sogno l’arcangelo Michele che lo conduce, attraversando Targa san Galganoun lungo ponte su un fiume e un campo fiorito, in un luogo dove incontra i 12 apostoli in un edificio rotondo. Qui vede il Creatore. Galgano capisce che quella era la chiamata del Signore e lascia la sua vita dissoluta, e anche la fidanzata Polissena, ed inizia a predicare. In seguito, durante i suoi spostamenti, per ben due volte il suo cavallo si rifiuta di proseguire. Poi, dopo un’intensa preghiera, il cavallo stesso lo conduce, senza essere guidato, a Montesiepi, ossia nello stesso posto che aveva sognato dove l’aveva condotto l’arcangelo. Quindi scende da cavallo e conficca la spada in una roccia, che diventa così una croce davanti a cui pregare simboleggiando anche la rinuncia alla violenza e l’inizio di una nuova vita. Si toglie i suoi lussuosi abiti e trasforma il suo mantello in saio. Era l’anno 1180 e Galgano iniziava la sua vita di eremita proprio in quel luogo. Questo periodo durò 11 mesi durante i quali andrà a Roma da papa Alessandro III (1159-1181) e avrà rapporti con religiosi vicini. Muore nel 1181, all’età di 33 anni, e viene sepolto, secondo la tradizione, accanto alla spada. Il luogo diventerà presto meta di pellegrinaggi.

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Il prodigio della ‘Taberna Meritoria’

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El prodigio de la ‘Taberna Meritoria’                                                             Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
mos santa maria Trastevere

Un fatto straordinario, alcuni direbbero miracoloso, successe a Roma nel 38 a.C. nel luogo occupato oggi dalla meravigliosa basilica di Santa Maria in Trastevere, dove sorgeva una Taberna Meritoria, ossia una specie di casa di riposo, una sorta di foresteria per i milites emeriti, soldati veterani in congedo. Secondo quanto tramandato da Eusebio di Cesarea (275-339), Dione Cassio (II-III secolo) e da San Girolamo dal  pavimento della citata taberna scaturì improvvisamente una sorgente di olio nero, tipo petrolio, che defluí per un giorno en una notte senza interruzione ed arrivò fino al Tevere. Il luogo esatto dove accadde questo prodigio fu chiamato ‘Fons olei’, la sorgente dell’olio.

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Che cosa ha visto Egeria nel suo pellegrinaggio?

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¿Qué ha visto Egeria en su peregrinaje?                                                    Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Francobollo viaggio Egeria

Egeria, la famosa pellegrina in Terra Santa del secolo IV, una delle primissime, lasciò un racconto del suo viaggio, un documento di estrema importanza per ubicare i sacri luoghi, conoscere la liturgia gerosolimitana, diffusasi poi in Occidente, e molte altre preziose informazioni. Il pellegrinaggio, o diario di viaggio, fu rinvenuto nel 1884 ad Arezzo, dal giurista Gian Francesco Gamurrini. Non l’originale, ma una copia dell’XI secolo, putroppo incompleta. Gli studi realizzati in questi ultimi anni, ci dicono che la pellegrina Egeria molto probabilmente fece il viaggio fra il 381 ed il 384 e che fosse una monaca, per il continuo uso che fa delle espressioni ‘dominae venerabiles sorores’, ‘dominae venerabiles’, ‘dominae animae meae’, ‘dominae, lumen deum’.. che hanno fatto pensare che si rivolgesse alle sue compagne/sorelle di convento per le quali scriveva il suo diario. Altri studiosi, come Elena Giannarelli, pensano che potesse trattarsi, invece, di una vedova. Però la cosa certa è che si trattava di una persona non solo colta, ricca e di alta estrazione sociale, ma anche con buoni contatti nelle alte sfere politiche. Di fatto, doveva avere il denaro sufficiente per sostenere le spese di tre anni di viaggio per lei ed il suo seguito; poi disporre di salvacondotti e lettere di raccomandazione da presentare alle divese autorità civili e militari. Veniva ricevuta da vescovi e funzionari imperiali e, nei tratti considerati più pericolosi, era scortata da militari appartenenti a distaccamenti situati in punti strategici. Un viaggio di queste caratteristiche era reso anche possibile grazie alla pax romana dell’epoca post-costantiniana. Sappiamo che il suo paese di origine stava nell’Occidente europeo, infatti nel suo racconto menziona il Rodano comparandolo con l’Eufrate. L’ipotesi più probabile è che provenisse dalla Galizia, al Nord-ovest della Spagna. Tant’è così che nel 1984 la Spagna stampò il francobollo commemorativo ‘XVI centanario del viaje de la monja Egeria al Oriente Bíblico, 381-384’, ricordando, appunto, il sedicesimo centenario del viaggio della connazionale, cent’anni dopo il ritrovamento del famoso ‘Itinerarium’.

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Il sangue di Cristo

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La sangre de Cristo                                                                                                 Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
longino

… uno dei soldati con una lancia gli aprì il costato, e subito ne uscì sangue ed acqua.  Gv 19,34

Questo è l’unico riferimento che ci dà il Vangelo sul sangue ed acqua che uscirono dal costato di Cristo per effetto della ferita provocata dalla lancia di Longino, il centurione romano. Nella tradizione ebraica, per coloro che morivano di morte violenta, il sangue doveva essere conservato e seppellito insieme al corpo, come anche qualsiasi altro tessuto o oggetto macchiati di sangue. Però si sovrappongono le versioni (fra leggende e apocrifi) di come e chi raccolse questo sangue e che cosa successe dopo. Una tradizione dice che furono la Vergine Maria e San Giovanni a raccogliere il prezioso liquido in un’ampolla ed un’altra dice che fu Giuseppe d’Arimatea, colui che prestò il sepolcro a Gesù Cristo. Qui si aggancia la leggenda del Santo Graal. Ossia, Giuseppe d’Arimatea avrebbe utilizzato il calice dell’Ultima Cena.

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Il monastero reliquiario

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El monasterio relicario                                                                                   Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

El Escorial

A circa 60 Km da Madrid, possiamo visitare il famoso Monastero dell’Escorial, un enorme complesso formato da basilica, monastero, palazzo e biblioteca. Fu fatto costruire da Filippo II (1527-1598) per commemorare la vittoria contro i francesi nella battaglia di San Quintino, nel 1557, il 10 agosto giorno di San Lorenzo e gli fu data la forma di una graticola, lo strumento del martirio del santo. Il padre di Filippo II, Carlo V, ‘sulle cui terre non tramontava mai il sole’, aveva portato la sede della corte a Toledo. Fu Filippo II a trasferirla a Madrid. Ma quando poi fu costruito questo monastero, che voleva essere l’ottava meraviglia del mondo, il re vi si ritirò e lì passò gli ultimi anni della sua vita. Il monastero fu anche dedicato a conservare le spoglie dei membri della monarchia spagnola, cominciando da Carlo V, e la tradizione non è stata ancora interrotta.

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Le reliquie di quelli che non credono nelle reliquie

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Las reliquias de los que no cree en las reliquias                                        Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
Mausoleo Lenin

Parecchi anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, feci un viaggio in Russia. Dopo tanti giri finalmente arrivo a Mosca, nella stupenda Piazza Rossa. In quel magnifico complesso monumentale una lunghissima fila di persone richiama immediatamente la mia attenzione. Migliaia di persone in silenzio e con atteggiamento devoto attendevano per ore e ore per entrare per pochi secondi nel mausoleo di Lenin nel quale è esposto il suo corpo imbalsamato. Un mausoleo nel pieno cuore di Mosca, a ridosso delle mura del Kremlino, il cui stile architettonico, a dire la verità, poco ha a che vedere con il resto dei palazzi e monumenti della piazza. C’erano coppiette in viaggio di nozze con mazzi di fiori in mano, donne e uomini di tutte le età, perfino genitori con bambini. Lenin, un simbolo per la patria, il padre della Rivoluzione Bolscevica, è ancora lì con loro. Spettacolare e imponente il cambio della guardia. In questi ultimi tempi la devozione è un po’ calata e si riavviva in estate, grazie anche ai turisti e al bel tempo.

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La misteriosa coppa di smeraldo

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La misteriosa copa de esmeralda                                                               Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
sacro catino

E’ verde, trasparente e per molto tempo si è creduto che fosse di smeraldo. Fu anche identificata come il santo Graal, il piatto dove Cristo mangiò nell’Ultima Cena e nel quale Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue che uscì dal costato di Cristo. Stiamo parlando del Sacro Catino di Genova, una specie di scodella esagonale, con due piccoli manici e del diámetro di 32 centimetri.

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I quattro pilastri della cupola di San Pietro

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Los cuatro pilares de la cúpula de San Pedro.                                         Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace.

Interno San PietroA San Pietro in Vaticano, nei quattro piloni che sorreggono la cupola, ci sono altrettante nicchie che danno accesso a delle cappelle che furono progettate per custodire le reliquie piú importanti della basilica, se escludiamo i resti dell’apostolo San Pietro che sono nella Necropoli Vaticana in corrispondenza con l’altare maggiore della basilica. Ognuna di queste nicchie è occupata da un’enorme statua di piú di tre metri, oltre al piedistallo, che ci indica qual era la reliquia custodita nella rispettiva cappella. Al di sopra delle statue sono visibili le logge utilizzate per l’esposizione delle reliquie. L’accesso alle logge è permesso solo ai canonici della basilica, che sono anche incaricati delle ostensioni. Le statue, commissionate da Urbano VIII (1623-1644) rappresentano:  la Veronica, Sant’Elena, San Longino e Sant’Andrea. Tutte furono create grazie ad un’idea di Bernini ma l’artista ne realizzò solo una.

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Il morso del cavallo di Costantino

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El bocado del caballo de Constantino                                                                    Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
Costantino a cavallo

Secondo la tradizione, quando Sant’Elena trovò la Vera Croce di Cristo, trovò anche i chiodi* della crocifissione ed il Titulus Crucis. Le notizie sulla quantità di chiodi trovati che trafissero i carpi (e non le mani) ed i piedi di Cristo sono contraddittorie: infatti alcuni studiosi credono che i chiodi furono quattro e altri che furono tre.

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