¿Cuántos fragmentos de la Vera Cruz existen en el mundo?

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Quanti pezzi o frammenti della Vera Croce esistono al mondo ? Puoi leggere quest’articolo in italiano cliccando qui

16-1-13 - Croce di Giustino

Muchos. Muchísimos. Es difícil encontrar un convento, una basílica u otro lugar de culto que no tenga su fragmento del ‘lignum crucis’, a veces casi microscópico. Tanto es así que frases tipo: ‘¡Si juntáramos todos los trozos de la cruz de Cristo que hay en el mundo, se formarían muchísimas cruces!’ o similares, son bastante normales, de la misma manera que muchos otros lugares comunes. Juan Calvino decía en su obra ‘Traité des reliques’ que si juntásemos todos estos trozos de la cruz podrían formar el cargamento de un barco. ¡Y eso a pesar de que los Evangelios dicen que este cargamento lo transportaba un solo hombre!

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Tommaso Becket e la Ragion di Stato

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Tomás Becket y la Razón de Estado                                                                     Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
Reliquiario Becket

Fra il XII ed il XVI secolo Canterbury è stata una delle maggiori mete di pellegrinaggio. I pellegrini arrivavano da tutte le parti dell’Inghilterra, ed anche da molti punti del Nord Europa, per rendere omaggio alle spoglie di Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury dal 1163 al 1170.

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Deusdona: il più famoso ladro di reliquie di tutti i tempi

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Deusdona, más famoso ladrón de reliquias de todos los tiempos            Puedes leer este artículo en español, abriendo este enlace
affresco Marcellino Pietro

I furti di reliquie non sono esclusivi del Medioevo ma trovano in esso la sua massima espressione. Non dimentichiamo che i più importanti luoghi di devozione e pellegrinaggi lo sono grazie ad una reliquia, spesso arrivata in circostanze poco chiare. Per citare solo uno degli esempi più clamorosi, ricorderemo le reliquie di San Marco, trafugate dai veneziani ad Alessandria d’Egitto nel IX secolo.

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Sant’Orsola e le 11.000 vergini

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Santa Úrsula y las 11.000 vírgenes                                                               Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Carpaccio,_Apotheosis_of_St_Ursula

Nella basilica di Sant’Orsola di Colonia, in una stanza reliquiario adiacente chiamata ‘La stanza d’oro’ (Goldene Kammer) possiamo ammirare un’esposizione di ossa che non ha niente da invidiare al cimitero dei Cappuccini di Via Veneto a Roma. Circa quindicimila ossa di vario tipo disposte in modo artistico ed ordinato a forma di fiori, zig-zag, parole o frasi, rivestono le pareti della camera insieme a trecento busti reliquiari e una collezioni di teschi, ognuno in una teca. Queste ossa in teoria appartenevano alle unidicimila vergini che accompagnavano Sant’Orsola. Dai un’occhiata al video.

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Il Santo Prepuzio

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El Santo Prepucio                                                                                         Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Circoncisione

Del prepuzio di Gesú non ne parlano i Vangeli. Solo nel Vangelo di Luca c’è un accenno alla circoncisione, un rito obbligatorio nel seno della religione ebraica: ‘E quando furono compiuti gli otto giorni in capo ai quali Egli doveva essere circonciso, gli fu imposto il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo, prima che Egli fosse concepito nel seno.’ (Lc 2,21).

Maggiori dettagli li apprendiamo dall’apocrifo ‘Il Vangelo arabo dell’infanzia’: ‘Giunto il tempo della circoncisione, cioè l’ottavo giorno, per legge il bambino doveva essere circonciso. Lo circoncisero dunque nella grotta; quella vecchia ebrea prese questa membrana, secondo altri invece essa prese il cordone ombelicale, e la mise in una ampolla di vecchio olio di nardo. Aveva un figlio profumiere, e affidandogli quell’ampolla, gli disse: “Guardati dal vendere quest’ampolla di olio di nardo, anche se per essa ti offrissero trecento denari”. Questa è l’ampolla che fu in seguito comprata da Maria, la peccatrice, quella che versò sul capo e sui piedi del signore nostro Gesù Cristo e asciugò poi con i suoi capelli.’

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Reliquiari fantastici: La scacchiera di Carlo Magno

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Relicarios fantásticos: El ajedrez de Carlomagno.                                              Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Scaccheira

Chi ha fatto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela seguendo il Cammino Francese dall’inizio, saprá che la prima tappa, non appena attraversati i Pirenei è quella che va da Valcarlos a Roncisvalle. Arrivati a Roncisvalle, dimenticandosi per un momento della stanchezza (siamo ancora alla prima tappa!) chi vorrà visitare la Collegiata di Santa Maria del XII-XIII secolo (antico ospedale per pellegrini) ed il suo museo, potrà ammirare lo splendido reliquiario collettivo chiamato la ‘Scacchiera di Carlo Magno’.

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La leggenda di Excalibur è nata in Toscana?

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La leyenda de Excalibur ¿nació en la Toscana?                                      Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

sangalgano

A circa 30 Km da Siena c’è il gran complesso monumentale di San Galgano, Abbazia ed Eremo di Montesiepi, dedicati a Galgano Guidotti, posteriormente San Galgano.

Galgano nacque nel 1148 a Chiusdino, un luogo non lontano dall’attuale abbazia, da Guidotto e Dionigia, un figlio a lungo desiderato e destinato a una vita di guerriero. Era un periodo di lotte fra le famiglie dei signori locali (Gherardeschi, Pannocchieschi ed altri) per la supremazia locale. Era un giovane ricco e prepotente e si dedicava alla bella vita. Secondo la tradizione, gli appare in sogno l’arcangelo Michele che lo conduce, attraversando Targa san Galganoun lungo ponte su un fiume e un campo fiorito, in un luogo dove incontra i 12 apostoli in un edificio rotondo. Qui vede il Creatore. Galgano capisce che quella era la chiamata del Signore e lascia la sua vita dissoluta, e anche la fidanzata Polissena, ed inizia a predicare. In seguito, durante i suoi spostamenti, per ben due volte il suo cavallo si rifiuta di proseguire. Poi, dopo un’intensa preghiera, il cavallo stesso lo conduce, senza essere guidato, a Montesiepi, ossia nello stesso posto che aveva sognato dove l’aveva condotto l’arcangelo. Quindi scende da cavallo e conficca la spada in una roccia, che diventa così una croce davanti a cui pregare simboleggiando anche la rinuncia alla violenza e l’inizio di una nuova vita. Si toglie i suoi lussuosi abiti e trasforma il suo mantello in saio. Era l’anno 1180 e Galgano iniziava la sua vita di eremita proprio in quel luogo. Questo periodo durò 11 mesi durante i quali andrà a Roma da papa Alessandro III (1159-1181) e avrà rapporti con religiosi vicini. Muore nel 1181, all’età di 33 anni, e viene sepolto, secondo la tradizione, accanto alla spada. Il luogo diventerà presto meta di pellegrinaggi.

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Il prodigio della ‘Taberna Meritoria’

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El prodigio de la ‘Taberna Meritoria’                                                             Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
mos santa maria Trastevere

Un fatto straordinario, alcuni direbbero miracoloso, successe a Roma nel 38 a.C. nel luogo occupato oggi dalla meravigliosa basilica di Santa Maria in Trastevere, dove sorgeva una Taberna Meritoria, ossia una specie di casa di riposo, una sorta di foresteria per i milites emeriti, soldati veterani in congedo. Secondo quanto tramandato da Eusebio di Cesarea (275-339), Dione Cassio (II-III secolo) e da San Girolamo dal  pavimento della citata taberna scaturì improvvisamente una sorgente di olio nero, tipo petrolio, che defluí per un giorno en una notte senza interruzione ed arrivò fino al Tevere. Il luogo esatto dove accadde questo prodigio fu chiamato ‘Fons olei’, la sorgente dell’olio.

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Che cosa ha visto Egeria nel suo pellegrinaggio?

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¿Qué ha visto Egeria en su peregrinaje?                                                    Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace

Francobollo viaggio Egeria

Egeria, la famosa pellegrina in Terra Santa del secolo IV, una delle primissime, lasciò un racconto del suo viaggio, un documento di estrema importanza per ubicare i sacri luoghi, conoscere la liturgia gerosolimitana, diffusasi poi in Occidente, e molte altre preziose informazioni. Il pellegrinaggio, o diario di viaggio, fu rinvenuto nel 1884 ad Arezzo, dal giurista Gian Francesco Gamurrini. Non l’originale, ma una copia dell’XI secolo, putroppo incompleta. Gli studi realizzati in questi ultimi anni, ci dicono che la pellegrina Egeria molto probabilmente fece il viaggio fra il 381 ed il 384 e che fosse una monaca, per il continuo uso che fa delle espressioni ‘dominae venerabiles sorores’, ‘dominae venerabiles’, ‘dominae animae meae’, ‘dominae, lumen deum’.. che hanno fatto pensare che si rivolgesse alle sue compagne/sorelle di convento per le quali scriveva il suo diario. Altri studiosi, come Elena Giannarelli, pensano che potesse trattarsi, invece, di una vedova. Però la cosa certa è che si trattava di una persona non solo colta, ricca e di alta estrazione sociale, ma anche con buoni contatti nelle alte sfere politiche. Di fatto, doveva avere il denaro sufficiente per sostenere le spese di tre anni di viaggio per lei ed il suo seguito; poi disporre di salvacondotti e lettere di raccomandazione da presentare alle divese autorità civili e militari. Veniva ricevuta da vescovi e funzionari imperiali e, nei tratti considerati più pericolosi, era scortata da militari appartenenti a distaccamenti situati in punti strategici. Un viaggio di queste caratteristiche era reso anche possibile grazie alla pax romana dell’epoca post-costantiniana. Sappiamo che il suo paese di origine stava nell’Occidente europeo, infatti nel suo racconto menziona il Rodano comparandolo con l’Eufrate. L’ipotesi più probabile è che provenisse dalla Galizia, al Nord-ovest della Spagna. Tant’è così che nel 1984 la Spagna stampò il francobollo commemorativo ‘XVI centanario del viaje de la monja Egeria al Oriente Bíblico, 381-384’, ricordando, appunto, il sedicesimo centenario del viaggio della connazionale, cent’anni dopo il ritrovamento del famoso ‘Itinerarium’.

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Il sangue di Cristo

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La sangre de Cristo                                                                                                 Puedes leer este artículo en español abriendo este enlace
longino

… uno dei soldati con una lancia gli aprì il costato, e subito ne uscì sangue ed acqua.  Gv 19,34

Questo è l’unico riferimento che ci dà il Vangelo sul sangue ed acqua che uscirono dal costato di Cristo per effetto della ferita provocata dalla lancia di Longino, il centurione romano. Nella tradizione ebraica, per coloro che morivano di morte violenta, il sangue doveva essere conservato e seppellito insieme al corpo, come anche qualsiasi altro tessuto o oggetto macchiati di sangue. Però si sovrappongono le versioni (fra leggende e apocrifi) di come e chi raccolse questo sangue e che cosa successe dopo. Una tradizione dice che furono la Vergine Maria e San Giovanni a raccogliere il prezioso liquido in un’ampolla ed un’altra dice che fu Giuseppe d’Arimatea, colui che prestò il sepolcro a Gesù Cristo. Qui si aggancia la leggenda del Santo Graal. Ossia, Giuseppe d’Arimatea avrebbe utilizzato il calice dell’Ultima Cena.

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